Elezioni a Imola, le proposte dei candidati sindaco agli elettori Under 30

Imola
  • 22 maggio 2026

Di giovani non si parla spesso, non sono fra “i temi” che di solito accendono le campagne elettorali, eppure in questa se ne sono visti abbastanza ad animare e seguire i diversi appuntamenti elettorali delle diverse coalizioni. C’è in parte una rinnovata attenzione, non solo social, alla politica, e fra i candidati ci sono anche diversi under 30. A Imola questa volta voteranno per la prima volta per eleggere il loro prossimo sindaco anche 256 neo diciottenni. Ecco la nostra domanda ai candidati sindaci, due dei quali sono millennial.

Secondo lei cosa vorrebbero trovare i giovani (intendendoli fino a 30 anni) nella loro città? Due cose che lei metterà in campo subito appena eletto sindaco.

Ezio Roi

«I giovani a Imola, soprattutto gli adolescenti, non trovano spazi per incontrarsi. Gli unici spazi condivisi sono palestre e simili e la biblioteca, ma pochi sono i luoghi gratuiti di incontro. Proponiamo aperture serali dei negozi almeno una volta a settimana, librerie aperte fino alle 21, spazi creativi. Ma il commercio tradizionale da solo non basta più, bisogna creare motivi per stare in centro: cinema all’aperto, più mostre ed esperienze artistiche, mercatini vintage curati, eventi fotografici. Molti giovani hanno progetti creativi ma nessun luogo per realizzarli; si potrebbero usare ex negozi vuoti, cortili storici, spazi comunali inutilizzati. E si potrebbero organizzare più mini festival indie/elettronica/jazz e collaborare con l’Accademia pianistica per eventi non solo negli spazi dell’Accademia stessa. Altro punto è“Imola città universitaria diffusa”: convenzioni affitti, coworking, eventi interdisciplinari, summer school, festival della filosofia/tecnologia/AI».

Michele Ferrari

«Ad Imola i giovani hanno un gran numero di opportunità, almeno in campo artistico, culturale, sportivo e sociale. Forse scarseggiano le possibilità d’incontro con giovani di altri luoghi e culture che un polo educativo nazionale od internazionale potrebbe offrire. La carenza più vistosa è il numero assoluto di giovani in città. Per questo noi intendiamo mettere in campo diversi servizi di sostegno alla natalità, di attrazione di giovani famiglie attraverso la combinazione casa-lavoro, che potrebbe servire da richiamo per gli imolesi espatriati. Un’altra nostra politica vorrebbe invertire il rapporto tra la formazione ed il lavoro, ovvero, fare emergere proposte di lavoro coerenti con le formazioni che i giovani vorranno darsi».

Marco Panieri

«Credo che i giovani chiedano soprattutto due cose: opportunità vere e spazi in cui sentirsi protagonisti, non semplici destinatari di politiche decise da altri. Per questo, se sarò rieletto, vorrei mettere in campo subito due azioni molto concrete. La creazione di una Commissione giovani comunale, stabile, con ragazze e ragazzi, associazioni, studenti e realtà giovanili del territorio, per portarli nei luoghi dove si decide il futuro della città, uno spazio di proposta concreta e co-progettazione. Quindi un pacchetto su studio, lavoro e autonomia: più spazi di coworking, sostegno alla nascita di imprese under 30, giornate con agenzie per il lavoro su curriculum e competenze, un bando annuale per idee giovani su ambiente, legalità, solidarietà e nuove opportunità lavorative. A questo aggiungo: aprire un confronto con Regione e Trenitalia Tper per una corsa ferroviaria notturna da e per Bologna, perché mobilità e vita quotidiana sono pezzi fondamentali dell’autonomia dei giovani».

Nicolas Vacchi

«I nostri ragazzi non cercano assistenzialismo, ma una città che offra loro motivi concreti per restare e investire sul proprio futuro, ribaltando una tendenza che per anni ha visto Imola svuotarsi dei talenti migliori. Da sindaco istituirò subito un piano straordinario di azzeramento dei tributi comunali per i primi tre anni a favore di tutti i giovani imolesi che apriranno una nuova attività d’impresa, commerciale o professionale, in particolare in centro storico che ha un disperato bisogno di nuova linfa e vitalità. Poi occorre potenziare il Polo universitario, perché non possiamo limitarci a ospitare in modo fiacco alcuni corsi, ma dobbiamo portare un vero e proprio campus in città. Creare una vera cittadella universitaria stipulando accordi quadro per realizzare alloggi studenteschi a prezzi calmierati, e creando un canale di dialogo permanente tra l’università e il tessuto industriale e artigianale locale per garantire tirocini e sbocchi occupazionali immediati».

Paola Lanzon

«I giovani fino a 30 anni vogliono soprattutto poter scegliere di restare a Imola senza sentirsi penalizzati. Per questo servono spazi adeguati per studiare, servizi pubblici accessibili, mobilità semplice e occasioni vere di socialità, cultura e lavoro. Le prime due cose che metteremo in campo subito saranno una rete diffusa di aule studio in cogestione con studenti e associazioni, e un’App unica dei servizi comunali per prenotazioni, informazioni e partecipazione».

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