Elezioni a Imola, le posizioni dei candidati sindaco sui temi di campagna e agricoltura

Imola
  • 23 maggio 2026

La quotidianità e il futuro della città passano anche dalla campagna e dall’agricoltura che la circondano.

Le aziende agricole attive censite sul territorio circondariale sono oggi 2940, anche se in parte nei comuni confinanti, è la campagna che nutre la città anche qui. Non pensa che nel tempo l’attenzione per l’agricoltura sia pericolosamente calato? Quale modello agricolo/alimentare intende promuovere?

Ezio Roi

«L’agevolazione e il ripristino dei rapporti del progetto commerciale sull’agricoltura, svaniti con l’uscita allora della Pempa poi con lo spostamento della Cofri verso Agrintesa, questa è una causa in cui il servizio agricoltura imolese è in grande difficoltà. Quindi bisogna assolutamente riavvicinarsi ai progetti commerciali importanti della grande distribuzione per ripristinare a Imola un servizio verso le aziende agricole. L’attenzione e il supporto bisogna concentrarli ai progetti commerciali diretti sull’agricoltura».

Michele Ferrari

«L’agricoltura è sicuramente un settore importante per i territori della Pianura Padana. Di certo è un settore trascurato nelle grandi politiche ma, a volte sembra voler agire indisturbato. Vi sono poi diverse agricolture che i non addetti ai lavori non riescono a distinguere facilmente. Nel nostro programma di transizione di sistema, verso uno sviluppo sostenibile, il territorio assume un ruolo fondamentale al pari delle persone e delle imprese. L’agricoltura rinnovabile, pulita, e diversificata diventa allora, assieme alla selvicoltura ed alla salvaguardia, l’attività cardine di conservazione della bio capacità locale. E gli operatori agricoli, innamorati della loro terra, devono diventare i curatori virtuosi».

Marco Panieri

«Il modello che vogliamo promuovere è un’agricoltura di qualità, sostenibile, radicata nelle filiere locali e capace di innovare. Valorizzare i prodotti del territorio attraverso marchi come “Dal Cuore di Imola” e “Albana buona da matti”, sostenere gli investimenti delle imprese agricole anche attraverso Agrifidi, aiutare il ricambio generazionale e sostenere i progetti irrigui. C’è un tema decisivo dopo gli eventi climatici estremi: la gestione dell’acqua. Per questo propongo un bando fossi dedicato alle imprese agricole, per la manutenzione dei fossi di scolo e la regimazione delle acque. Voglio rafforzare il legame tra agricoltura, scuola, mercati, ristorazione, turismo ed eventi. A conferma che la campagna è nella città ricordo i mercati agricoli trisettimanali al Mercato Ortofrutticolo e il Mercato della Terra di Slow Food del venerdì pomeriggio. Non sono solo spazi di vendita, ma veri punti di incontro tra produttori e comunità, che contribuiscono a costruire maggiore consapevolezza alimentare e un rapporto più diretto tra cittadini e territorio».

Nicolas Vacchi

«Le aziende agricole del nostro territorio sono il cuore pulsante della nostra economia tradizionale e i primi custodi del nostro ambiente. Purtroppo, l’attenzione della politica locale verso questo settore è calata drasticamente, schiacciata da un ambientalismo ideologico che vede l’agricoltore come un nemico del territorio anziché come il suo principale alleato, per noi è il primo custode del territorio. Intendiamo con forza mettere al centro la valorizzazione della filiera corta e la tutela del “Made in Imola”. Introdurre nei bandi di gara per le mense scolastiche comunali criteri di premialità assoluta per i prodotti ortofrutticoli e carne provenienti esclusivamente dal nostro territorio. Dal punto di vista urbanistico, applicheremo il principio del saldo zero per il consumo di suolo agricolo: la terra non si cementifica. Infine, sosterremo le aziende agricole semplificando drasticamente la burocrazia comunale per la vendita diretta e investiremo risorse nella manutenzione idraulica preventiva dei canali e dei fossi».

Paola Lanzon

«Sì, nel tempo l’attenzione per l’agricoltura è calata troppo, e spesso la campagna è stata vista come uno spazio disponibile per altre destinazioni invece che come una risorsa produttiva, ambientale e identitaria da tutelare. Il modello che vogliamo promuovere è chiaro: stop al consumo di suolo agricolo, sostegno alle filiere locali, valorizzazione del chilometro zero nelle mense pubbliche, supporto alle aziende agricole e sviluppo di comunità energetiche e agricoltura compatibile con la tutela del terreno fertile».

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