C’è un’ex officina per trattori in via Fermi, a Castel San Pietro, che si sta trasformando velocemente in panificio. Un laboratorio speciale di lievitati e creatività, il nuovo “quartier generale” di Madrè di Francesco Bonfiglioli. Ventisette anni e già quasi 5 all’attivo come panificatore, Bonfiglioli vuole essere pronto con la nuova sede per il compleanno del suo forno, che ha aperto al pubblico il 16 ottobre 2021 e ora si amplia e diventa anche caffetteria.
La storia di Francesco l’abbiamo raccontata per la prima volta nel marzo 2022 e seppure gli anni trascorsi sembrano solo una manciata, lui di strada ne ha fatta già tantissima. Ha saputo conquistare una clientela locale di ogni età con la sua idea risoluta di non proporre pane comune e lievitare solo con pasta madre e seguire la scelta vegetariana. Ha fatto della qualità delle materie prime l’oggetto della sua ricerca costante allacciando molteplici relazioni con contadini, vignaioli, ristoratori che oggi si servono da lui. Ha creato una squadra affiatata di giovanissimi e l’ha ampliata. Ha fatto anche alcune presenza in tv, e qualche mese fa ha vinto la sfida televisiva della terza stagione de “Il Forno delle Meraviglie”, in questo caso lungo la via Emilia, su Real Time. E la tv gli piace, annuncia che a breve uscirà una trasmissione su TV2000 in cui lui racconterà diverse ricette.
Intanto, oltre a produrre quotidianamente il suo pane, lavora nel cantiere del nuovo Madrè.
«Quando nel marzo del 2025 ho visto questo posto per la prima volta era un caos, l’officina aveva chiuso a dicembre dell’anno prima perché il titolare era andato in pensione. Ma le vetrate, la volta, il grande spazio ... ho pensato che avesse un grande potenziale, l’ho affittato e abbiamo cominciato a progettare. Manterremo le grandi finestre e la struttura della porta a vetri, il pavimento industriale, la volta del soffitto, e abbiamo scoperto i bellissimi mattoni delle pareti togliendo l’intonaco», spiega con entusiasmo mentre illustra la sua idea fra gli impianti già fatti e il bancone che per ora è solo un segno di scotch giallo sul pavimento. Ferro e legno sono i materiali che definiranno gli spazi della caffetteria, con tavolini per una quindicina di persone all’interno, alle cui spalle si vedrà il lavoro di chi impasta e cuoce in diretta. Il cortile antistante verrà trasformato in spazio verde e ospiterà altri tavoli.
«La prima novità sarà la caffetteria che oggi non abbiamo, avremo una nostra miscela unica a cui stiamo lavorando con la torrefazione Poli - spiega Bonfiglioli -, poi arriveranno anche i vini per un aperitivo naturale, semplice ma di grande qualità».
La rete di relazioni che Madrè ha saputo creare non è solo quella per reperire le materie prime, infatti anche le suppellettili che “vestiranno” il locale sono uniche e avranno a loro volta un significato. Francesco aveva avuto chiaro fin dall’inizio che produrre pane produce un impatto anche sociale e ha continuato a volerlo fare in armonia con il territorio intorno. All’inizio aveva scelto solo macchinari italiani, produttori di farine e verdure nei dintorni, ora tocca anche a tazze e tavolini. «I tavoli sono in ferro fatti da un fabbro, tutti diversi l’uno dall’altro, come i nostri pani. E così saranno anche le tazze da caffè e cappuccino - spiega Francesco -. Volevo una cosa in ceramica e la volevo unica così ho contattato un piccolo laboratorio imolese, Shee Ceramics, e Leonardo Ottoni, un ragazzo autistico che conoscevo già, che è un vero artista. Gli ho dato carta bianca e lui ha deciso di ispirarsi per i decori agli animali della savana. Su ogni tazza ci sarà un animale diverso e riprenderà il grande dipinto fatto sempre da Leo che avremo nel salone».
L’ “officina del pane” di Madrè lavorerà tutti i giorni, eccetto il martedì, e amplierà gli orari rispetto alla rivendita attuale.