Imola, videosorveglianza il Comune apre ai droni

Il tema della sicurezza è al centro dell’impegno dell’Amministrazione imolese fin dalla campagna elettorale. E progetto dopo progetto, la città si sta riempiendo dell’apparecchiatura di videosorveglianza necessaria per la pubblica sicurezza. Per questo martedì la giunta ha presentato in commissione Sicurezza la proposta per un Regolamento sull’utilizzo degli impianti di videosorveglianza e sul relativo trattamento dei dati, da approvare nel prossimo Consiglio, con cui si apre la porta alla possibilità di usare anche dei droni.

Nuove regole

«Questo regolamento serve per disciplinare l’uso delle telecamere già presenti e per quelle che verranno – spiega il sindaco Marco Panieri –. Dovevamo tener conto anche delle novità inserite come le body cam in sperimentazione alla polizia locale, quelle mobili nel progetto per “Una socialità sana e sicura”, ad esempio le fototrappole, o quelle del progetto per gli street tutor. Stiamo lavorando a 360 gradi nell’ottica di una sicurezza integrata». Il testo potrebbe essere presto riproposto anche altrove: «Potrà essere un canovaccio di riferimento anche per gli altri Comuni del Circondario», ha aggiunto Panieri.

Droni

Le telecamere finora presenti sono oltre 40, ha spiegato in commissione Panieri, di vario tipo: il targa system, le telecamere ambientali o di contesto, le telecamere mobili e modulari, in cui rientrano le body cam e quelle a bordo dei veicoli. Ed è proprio tra queste che spunta l’ipotesi dei droni: «Nell’ambito di alcuni servizi la polizia locale può utilizzare telecamere mobili aviotrasportate, tramite droni pilotati da terra, per il rilevamento di incidenti stradali, per il controllo di aree difficilmente raggiungibili e per ogni altra attività rientrante nelle sue funzioni». Alle domande della Lega sui possibili utilizzi Panieri ha risposto con esempi, come «la verifica di abusi edilizi e il monitoraggio dei flussi durante i grandi eventi» utilizzando però il futuro, perché «per ora la polizia locale non dovrebbe averne ancora nessuno in dotazione».

Privacy

L’aspetto più delicato è quello del trattamento dei dati raccolti, solo foto o video. Facendo riferimento alla normativa, il regolamento prevede ne prevede la titolarità in capo al Comune, con la designazione di un responsabile del servizio. Durante la discussione, è stato fugato il dubbio della consigliera Marinella Vella della lista Cappello, sulla possibilità di piazzare fototrappole negli edifici in disuso dell’ex Cogne: «Le telecamere di nostra competenza sono tutte su pubblica via. Sulle proprietà private le installa il privato», ha risposto Panieri.

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