IMOLA. Anche a Imola l’università ha ripreso i suoi corsi, pur se con qualche differenza rispetto agli anni accademici precedenti per prevenire il contagio. Ieri mattina si è poi tenuta la relazione dottorandi a Palazzo Sersanti con i saluti del prorettore alla ricerca dell’Alma Mater Antonino Rotolo e del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola Rodolfo Ortolani.
Imola città universitaria?
Sulle rive del Santerno l’Unibo è presente ormai da decenni con corsi di laurea, master e dottorati eppure è ancora presto per parlare di città universitaria se si considera la cittadinanza finora riconosciutale dagli imolesi. «Mi auguro che emerga una volontà politica per offrire anche agli universitari che vivono qui un pacchetto di servizi, ad esempio per il teatro, per lo sport. Ho presentato un elenco di punti al nuovo sindaco e mi auguro che indichi da dove si può partire, anche per mandare un segnale» afferma Patrizia Tassinari, responsabile del polo didattico imolese, e già capolista della lista “Imola corre” legata proprio al sindaco Marco Panieri, che ha mantenuto per sé la delega all’università .
Lezioni
I quasi mille studenti che frequentano Palazzo Vespignani e Palazzo Dal Pero hanno adottato qualche cambiamento al pari dei loro colleghi bolognesi. «I primi a cominciare il 21 settembre sono stati gli studenti di Verde ornamentale con lezioni in modalità mista, un po’ in aula e un po’ da remoto – spiega Tassinari –. Le aree medica e farmaceutica hanno iniziato questa settimana, ognuna con una propria scelta didattica. L’area farmaceutica, ad esempio, ha preferito mantenere le lezioni online mentre i laboratori sono in modalità “doppia”, in presenza e da remoto».

Il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola Rodolfo Ortolani saluta l’avvio dell’attività universitaria a Imola FOTO MMPH


Le novità
«Quest’anno è iniziato il corso di laurea magistrale in Biologia della salute – prosegue Tassinari – e il prossimo anno accademico dovrebbe partire anche il corso in meccatronica». Di un polo specializzato in meccatronica a Imola, magari negli spazi dell’Osservanza, si parla da anni, e finalmente si intravedono gli ultimi passi. «Il progetto andrà al Senato accademico e al Cda di ateneo il prossimo mese ma la decisione politica c’è già per una laurea professionalizzante in meccatronica con il suo centro a Imola. Ci sarà anche un laboratorio specifico a Palazzo Dal Pero» racconta Tassinari, orgogliosa di un lavoro che, commenta, «va avanti da molto tempo. Appena sarà finito l’intervento all’Osservanza potremo usufruire anche di quegli spazi».
Dottorati e ricerca
Ieri mattina si è tenuto il Collegio docenti per valutare la relazione annuale sull’attività scientifica dei dottorandi, un rito di passaggio tra un anno e l’altro per mantenere la borsa di dottorato. Per l’occasione si è scelta la sala di Palazzo Sersanti dove Ortolani, presidente della Fondazione, sostenitrice dell’Alma mater, ha portato i suoi saluti rivolgendosi ai docenti: «Avete una grande responsabilità nel seguire i vostri studenti. La Fondazione mette a disposizione le proprie risorse per creare ulteriori relazioni sul territorio». Era presente anche il prorettore alla ricerca Rotolo: «Imola può avere un ruolo importante nella rete metropolitana. Questo dottorato merita sostegno, e ringrazio per questo la Fondazione. Vedo un futuro roseo, troveremo ulteriori risorse in futuro». «Quella per i dottorandi è una piccola fetta degli investimenti della Fondazione su Imola nel settore di maggior interesse che è l’istruzione. Rappresenta per noi un valore e un risultato da raggiungere» aggiunge Ortolani.

I tre nuovi dottorandi arrivati a Imola FOTO MMPH

Tra le attività che l’Alma Mater ha distaccato a Imola ci sono anche quelle di dottorato. Sono 18 i dottorandi che svolgono il proprio lavoro di ricerca a Imola. I primi progetti inaugurati in città sono stati quelli del 34° ciclo due anni fa, che si concludono quest’anno. Le borse per i progetti di ricerca, infatti, prevedono un contratto triennale, con una valutazione annuale sull’andamento dell’attività scientifica da parte dei docenti, e ogni anno si inaugura un nuovo ciclo indicato coi numeri ordinali. Quest’anno, ad esempio, inizia il 36° ciclo, che ha visto a Imola l’arrivo di due studenti internazionali. Shahad Al-Rikabi, irachena, che già ieri era presente all’esposizione dei lavori di ricerca dei colleghi, e Reyhani Milad, iraniano, che invece ha assistito da remoto e arriverà in Italia ai primi di novembre, per l’inizio del contratto. Shahad lavora con il dipartimento di ingegneria e si occupa degli aspetti ambientali ed energetici degli edifici che siano ad un tempo residenze e luoghi di coltivazione e allevamento in un’ottica di benessere. Reyhani, invece, è specializzato nell’ambito dell’economia circolare applicata, in particolare nel recupero di materie prime e seconde attraverso lo studio dell’Lca, lo studio del ciclo di vita dei materiali. A Imola erano già arrivati altri dottorandi internazionali. Due anni fa Gholami Mansoureh, iraniana, ha cominciato il suo lavoro con il dipartimento di agraria per lo studio della riconversione energetica degli edifici. Il suo progetto prevede simulazioni energetiche di quartieri di Imola, Bologna e di alcune città in Iran. L’anno scorso, invece, ha cominciato il suo lavoro con il dipartimento di ingegneria Dicam il dottorando iraniano Pourkhorshidi Sajjad.

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