Imola, una famiglia di lupi nella riserva Bosco della Frattona

Il lupo a Imola e nel territorio del Parco regionale della Vena del gesso, nella parte affacciata sul Santerno, c’è da anni e si sta anche riproducendo. Senza grandi sforzi e senza timore per una presenza antropica che molte volte entra in collisione con le sue, naturali, esigenze di predatore. Lo fa con ritmi assolutamente lenti e progressivi, e dopo decenni di assenza questa presenza, tanto mitica quanto troppe volte temuta e combattuta, ritorna. Ma la novità è che questo non succede solo nelle aree più collinari o montuose del territorio, ora accade anche in quelle oasi quasi urbane che riescono a permettere all’animale di ambientarsi senza difficoltà. Succede al Bosco della Frattona, a pochissimi chilometri di distanza dal centro della città. «Il ripopolamento sta cominciando a essere sempre più concreto e stabile – spiega la naturalista dell’associazione Pangea e grande conoscitrice del lupo, Carlotta Nucci – sia nelle aree collinari boschive e di campagna del territorio imolese che in quelle inserite all’interno dell’area del parco regionale e nelle immediate vicinanze dell’urbanità. Si tratta di una presenza discreta, difficilmente individuabile, iniziata attorno al 1980 e poi cresciuta nel corso degli anni, che è estremamente importante per gli equilibri degli ecosistemi del nostro territorio».


Una coppia alla Frattona


Una presenza che proprio nell’area naturalistica di via Suore vede una coppia trovare dimora. «Ci vive da tempo – conferma Nucci – e in questo periodo dell’anno è molto probabile che sia iniziata la fase di riproduzione. Entro luglio i cuccioli potrebbero già iniziare ad uscire dalla tana. Non sappiamo ancora quanti nuovi e giovanissimi esemplari ci saranno, lo scopriremo anche grazie alle fototrappole che sono allestite nell’area, ma sappiamo che dall’età dei “genitori” potrebbero oscillare dai 4 agli 8. Siamo quasi certi che questa nascita avverrà, visto che la coppia si è già riprodotta negli anni passati. Purtroppo – aggiunge – in media il 50% della cucciolata sia per cause naturali che per la presenza dell’uomo non riesce ad arrivare a compiere un anno, e anche qui la cosa è molto probabile succeda».


Diversi esemplari nel Parco


Non solo a “Imola città” il lupo ha trovato un habitat adeguato alla sua esistenza. Nel parco regionale del Gesso, sul versante imolese, soprattutto a Borgo Tossignano, testimonianze sulla presenza di un branco sono state accertate. «Si tratta di una presenza che dura da molto tempo – conferma la naturalista – e che vede tre esemplari adulti girovagare per i boschi e le aree gessose. Un altro branco molto più numeroso vive nel territorio di Castel del Rio. Il problema che stiamo riscontrando – conclude – è che in questo periodo, anche a causa di una crescita esponenziale del turismo in queste aree, i comportamenti degli animali stanno cambiando. Bene quindi ha fatto il Parco a limitare l’escursionismo soprattutto notturno in queste zone».


Incontro d’approfondimento


Per fare chiarezza su questo predatore, il Ceas imolese ha organizzato una serata informativa alcuni giorni fa. Nell’incontro oltre all’intervento della stessa Carlotta Nucci, che ha delineato un quadro della presenza di questo animale nel territorio, si è tenuta la relazione anche di Duccio Berzi, noto esperto della specie e grande conoscitore dell’interazione tra lupo e attività umane. I lavori sono consultabili sul sito YouTube del Ceas all’indirizzo www.ceas.nuovocircondarioimolese.it.

 

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