IMOLA. Quando si dice “fare di una crisi un’occasione”. I mesi di lockdown che ci hanno visti chiusi in casa a sfornare pagnotte, impastare chili di tagliatelle e cimentarci con ricettari di famiglia o degli chef di grido, quei mesi in cui sognavamo di tornare a cena al ristorante o in osteria, e di questa usanza abbiamo riscoperto il valore per la nostra salute sociale, e anche un po’ mentale, sono diventati il tema di questo Baccanale 2020. Anno della pandemia in cui tutti ci siamo riscoperti cuochi e allo stesso tempo abbiamo imparato a rispettare di più produttori e cuochi. “A casa e fuori”, è infatti il titolo, e l’hashtag, della nuova edizione di questa manifestazione che da decenni ormai sposa cibo e cultura in una riflessione a più voci, e che dal 31 ottobre al 22 novembre impegnerà cucine, luoghi di studio, biblioteche, mercati e anche la rete laddove incontrarsi faccia a faccia non sarà possibile in base ai decreti che eventualmente si aggiungeranno a quelli già in vigore.
Il menù
Con tutti i crismi della sicurezza ormai codificati per le manifestazioni pubbliche, poche, ancora concesse, il Comune punta a svolgere tutti i 71 eventi messi in cartellone. Mentre cuochi e osti imolesi hanno pensato, e serviranno alle loro tavole, 42 menù a tema. La cerimonia inaugurale è in programma sabato 31 ottobre alle 18 al Teatro Comunale Ebe Stignani, con un intervento dello storico Massimo Montanari che cura la rassegna. «La cucina di casa e quella professionale rappresentano due approcci alla cucina diversi e eppure complementari, con molti aspetti in comune, basti pensare ad esempio al rapporto con l’orto che sempre più cuochi hanno avviato e pubblicizzano come elemento qualificante, anche quelli più blasonati –spiega Montanari –. insistere sulla complicità di questi due livelli significa di fatto valorizzare un aspetto fondamentale della cultura italiana». Non è quindi casuale la consegna del “Garganello d’oro” di quest’anno a Pellegrino Artusi, nel bicentenario della sua nascita, o meglio a chi ne tiene accesa la fiammella dell’ingegno gastronomico, ovvero Casa Artusi. Nella stessa serata inaugurale a ritirarlo sarà Laila Tentoni, presidente della Fondazione dedicata al gastronomo romagnolo. La stessa Casa Artusi, come avevamo raccontato su queste pagine nei mesi scorsi, aveva collaborato a una ricerca del Censis che indagava proprio gli usi domestici e il rapporto con la cucina casalinga da parte degli italiani, che in verità si erano riscoperti già cuochi anche prima dello stesso lockdown, certo con alcuni distinguo di età e anche di sesso. A conclusione della serata Ivano Marescotti proporrà una lettura di brani scelti dalla “Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”.
Cibo e cultura
Il programma culturale del Baccanale è come sempre ricco di occasioni, pensati anche da enti e associazioni del territorio, e tutto è consultabile sul sito ad hoc appena rinnovato baccanale.it. Sempre Massimo Montanari, ad esempio, condurrà i lettori appassionati di gastronomia nel viaggio “Fra cucina e biblioteca” venerdì 6 novembre alle 18 alla Biblioteca comunale di Imola che ospiterà una ricca serie di conferenze. I consumi alimentari durante il lockdown sono l’oggetto dello studio portato avanti dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, i cui risultati vengono esposti da Paolo Corvo domenica 8 novembre alle 17.30 sempre in biblioteca ne “La riscoperta del cucinare”. Il cibo incontra l’arte domenica 15 novembre alle 17.30 grazie a Fabrizio Lollini (Università di Bologna), che presenta “Dalla cucina al ristorante: ‘mangiare in casa’ e ‘mangiare fuori’ nella pittura”. Si passa dalle immagini alle parole della letteratura con Gino Ruozzi, che domenica 22 novembre alle 17.30 relaziona su “Il piacere di scegliere”. Visto che il 2020 è anche l’anno delle ricorrenze, nel centesimo anniversario della nascita, il Baccanale rende omaggio al poeta romagnolo Tonino Guerra con lo scrittore e gastronomo Graziano Pozzetto che martedì 10 novembre alle 20.45 alla Biblioteca comunale di Imola presenta il suo nuovo libro dedicato al santarcangiolese. Il Baccanale è sempre una buona occasione poi per visitare Imola. Numerose saranno le mostre come quella sempre in Biblioteca: “Cibo da leggere”, una preziosa esposizione di testi gastronomici e ricettari antichi e moderni selezionati nei fondi antichi della Bim. I Musei Civici portano i visitatori alla scoperta delle erbe officinali e dei loro usi domenica 8 novembre alle ore 16 alla Rocca Sforzesca con “Sulla pelle o…nel piatto?”, e fanno immergere nei “Saperi e sapori” della Casa Museo Palazzo Tozzoni domenica 15 novembre alle 16. Mentre al Museo di San Domenico una mostra fotografica che ripercorre i 50 anni di vita del ristorante stellato San Domenico. Per l’occasione il noto ristorante imolese ha deciso di contribuire al restauro di un dipinto cinquecentesco di proprietà dell’amministrazione comunale, che verrà presentato in un evento apposito sabato 21 novembre alle 17.
Prodotti e mercati
Dall’8 al 22 novembre le domeniche di Imola accolgono profumi e colori con mostre-mercato dedicate ai prodotti del territorio. Piazza Gramsci fa un tuffo nel passato grazie a “Il mercato agricolo in Piazza delle Erbe”. La Galleria del centro cittadino invita a scoprire “Sapori e saperi di oggi e di ieri” ed ospita eccezionalmente nella giornata di chiusura del Baccanale “Il mercato della terra Slow Food”. La tradizionale “Giornata del Ringraziamento imolese della Coldiretti Bologna” è prevista domenica 15 novembre in Piazza Matteotti. Da segnalare inoltre il “XXVII Banco di assaggio dei vini e dei prodotti agroalimentari dell’imolese”, con una selezione di un centinaio di etichette del territorio, in programma da venerdì 13 a domenica 15 novembre per la prima volta in autodromo per consentire un distanziamento maggiore. Di pari passo vale la pena di consultare i menù dei ristoranti, nel sito del Baccanale è presente una sezione dettagliata con portati e costi.

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