Imola, trova compagna tramite agenzia ma la incontra con altri clienti

Agenzia matrimoniale e donna che aveva pubblicato un annuncio in combutta per dividersi i soldi pagati da chi chiedeva di conoscerla. A scoprire – letteralmente a proprie spese – di essere stato vittima di un raggiro, un castellano di 53 anni, che è anche riuscito ad ottenere la confessione della donna.

«Ho deciso di rivolgermi ad un’agenzia matrimoniale non per trovare l’amore della mia vita, oramai non ci credo più con una separazione alle spalle – racconta –. Rimane, però, il desiderio di condividere dei momenti piacevoli assieme a una persona piacevole e di compagnia per il futuro. E un’agenzia mi sembrava una garanzia di serietà».

“Sfogliando” i molti annunci a disposizione su internet, «ne ho trovato uno di una donna più giovane di me di qualche anno che mi ha incuriosito e ho deciso di iscrivermi all’agenzia di Bologna che lo aveva pubblicato, chiedendo di poterla conoscere – aggiunge –. Trascorsi un paio di giorni, l’agenzia mi ha ricontattato dicendomi che la signora era d’accordo e chiedendomi di pagare 300 euro per l’organizzazione della cosa».

Nessuna preoccupazione: «A posteriori potrei dire che la cifra era eccessiva – osserva –, ma ho ricevuto il servizio che avevo richiesto e immagino sia in questa maniera che i lavoratori delle agenzie si guadagnano lo stipendio».

Dopo l’incontro, «la nostra frequentazione è andata avanti normalmente, cioè senza più l’intermediazione dell’agenzia, per circa tre mesi, nonostante le molte perplessità, per non dire la plateale contrarietà, dei miei due figli – racconta ancora –. E a posteriori… perché è proprio mentre ero con loro che ho visto quella che avrei definito come la mia compagna insieme ad un altro».

E «come nel migliore film di spionaggio, ho aspettato che lei si allontanasse e l’ho avvicinato – continua –. Non è stato assolutamente semplice convincerlo ad ascoltarmi, avrà sicuramente pensato che stessimo cercando di fregarlo, però erano talmente tanti i particolari delle nostre storie che coincidevano che alla fine mi ha prestato attenzione».

Subito dopo, «ho messo alle strette lei, che mi ha confessato tutto – prosegue –: la pandemia, i problemi con il lavoro e l’affitto, il fatto che lei e il titolare dell’agenzia si fossero spartiti i soldi miei e di un paio di altri clienti, e il fatto che mi frequentasse anche per i regali che le facevo».

Nonostante tutto, «adesso non so veramente che cosa fare – commenta – sia perché ho compreso il bisogno concreto (anche se non giustifica la truffa), sia perché l’altro uomo non vuole esporsi, sia perché una denuncia nei confronti del titolare dell’agenzia si baserebbe esclusivamente su parole e non su prove concrete. Ma intanto vorrei mettere in guardia altre persone».

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