IMOLA. Dopo 14 anni di assenza tornano a sfrecciare i bolidi della Formula 1 a Imola. Lo fanno a porte chiuse, senza pubblico e appassionati, in un clima a dir poco surreale. Atmosfera inedita e mai respirata nella città che per 26 anni consecutivi ha visto arrivare migliaia di appassionati da ogni parte del mondo. Oggi, invece, il deserto. Solo i rombi delle monoposto impegnate nelle qualifiche e il martellare ritmico delle pale degli elicotteri delle tv a “riempire” lo storico circuito.

Photo mauro monti info@mauromonti.com +39348 5190250


Attese infrante il 28 ottobre
C’era attesa per rivedere Imola invasa dai sostenitori della velocità ma, causa Covid, il governo ha tarpato le ali dell’entusiasmo il 28 ottobre. Nessuna deroga per quei 6mila temerari, sugli oltre 13mila posti disponibili e inizialmente ammessi all’interno del “Enzo e Dino Ferrari”, che avevano già acquistato i biglietti. Ingresso consentito solo a scuderie, addetti ai lavori e giornalisti. Tutti gli altri si accontenteranno del rombo e della velocità a “cristalli liquidi”.
Gli irriducibili non demordono
Ma c’è chi non si è voluto rassegnare. Già durante la prima sessione di prove mattutine di ieri, dalle 10 alle 11, diverse persone hanno cercato posti strategici lungo la parte sud dell’autodromo per provare a carpire “frame” di velocità in hp. Tra i più gettonati l’area a monte della mitica Rivazza. In via Bergullo infatti, decine di persone, di tutte le età, si sono distribuite lungo quei fortunati metri di asfalto che regalano una visuale più o meno pulita sulla storica curva. Assembramenti tenuti costantemente sotto controllo da diverse pattuglie delle forze dell’ordine. Qui Marco e Cristina, giovani appassionati della Formula 1 e tifosissimi della Ferrari, hanno voluto sfidare la sorte partendo al mattino presto, dalla terra del cavallino rampante. «E quando ci accadrà più di vedere la Ferrari sfrecciare nell’autodromo dedicato a chi l’ha fatta diventare un mito. Non avevamo acquistato i biglietti ma volevamo venire qui per capire se fosse possibile seguire l’evento». Tanti anche gli imolesi, soprattutto giovani, che una monoposto sul tracciato, non l’avevano mai vista. Tra questi diversi ragazzi arrivati in bici per raggiungere questa sorta di belvedere. «È il nostro primo Gran Premio, abbiamo quasi tutti 14 anni ed eravamo curiosi di vedere l’evento dal vivo».

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La fantasia non ha limiti
Altra gettonata location la storica Variante alta (il Tamburello). Al di là dei “fortunati” residenti dei dintorni, c’è chi ha dato sfogo alla fantasia pur di seguire le monoposto. Ecco che piattaforme elevatrici, carrelli per trattori riempiti di cassette della frutta, scale, balaustre e cancellate di cemento: un po’ di tutto, insomma, pur di seguire le qualifiche. E pare che qualcuno abbia utilizzato anche la Chiesa di Croce come “finestra sul circuito”.

Stop ai pedoni
Nel frattempo, visto l’elevato afflusso di persone attorno all’autodromo, l’amministrazione ha deciso di bloccare per oggi, giorno del Gran Premio, dalle 6 alle 17, anche la circolazione delle persone a piedi. Un’ordinanza rende impossibile i movimenti lungo le strade che costeggiano il circuito, dalla curva della Rivazza fino alla curva della Tosa, passando per la Variante alta. Sono esclusi i residenti e i mezzi di soccorso e della polizia.

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