IMOLA. La scuola procede a colpi di decreto per affrontare l’evoluzione dei contagi. L’ultimo decreto del presidente del consiglio dei ministri (Dpcm) del 24 ottobre ha previsto nuove misure per contrastare l’aumento dei casi. Mentre le scuole elementari e medie proseguiranno le lezioni in classe, la situazione delle superiori è stata vincolata alla scelta delle singole Regioni.
Ordinanza 205
In Emilia-Romagna la parziale autonomia lasciata finora alle scuole superiori è stata superata dall’ordinanza regionale di due giorni fa: dal 29 ottobre fino al 24 novembre la «didattica digitale integrata» deve costituire almeno il 75% delle attività con criteri di rotazione tra studenti o classi, garantendo il diritto alla didattica in presenza agli alunni con disabilità certificata».

Didattica digitale al 75%
Nelle scuole imolesi le lezioni si svolgevano già integrando la didattica in presenza con quella a distanza. In tutti gli istituti entravano ogni giorno circa i due terzi del totale degli studenti, mentre i restanti seguivano da casa. Da domani le proporzioni saranno più che ribaltate. «Dobbiamo adeguarci tutti in qualche modo poiché nessuno aveva previsto la didattica in presenza per il 25% al massimo dei ragazzi» spiega Gian Maria Ghetti, presidente della Rete delle scuole imolesi e dirigente dell’istituto Scarabelli – Ghini. «Noi alternavamo ogni settimana le classi per 4 giorni in presenza e 2 a distanza. Da venerdì invece faremo un solo giorno in presenza e 4 a casa – illustra Ghetti, commentando il decreto –. Sono molto dispiaciuto, soprattutto per le scuole tecniche come la mia dove per lo svolgimento delle attività pratiche e di laboratorio è fondamentale la presenza. Avevamo fatto un gran lavoro per adeguare gli ambienti, le tecnologie e le modalità alle misure precauzionali. Questo provvedimento non premia questo sforzo».
In base al monte ore giornaliero alcune scuole faranno un giorno in più in classe alla settimana. Ernestina Spiotta, dirigente dell’istituto Paolini-Cassiano spiega: «Noi abbiamo giornate di 5 ore e siamo vincolati agli orari dei mezzi. Non possiamo lasciare gli studenti per strada, per cui faremo 2 giorni a scuola e 4 da casa alla settimana rispettando comunque le percentuali imposte . Ci dispiace dover ridurre la presenza dei ragazzi. Spero che dopo il 24 novembre potremo tornare almeno alle modalità di settembre».
Orari e mascherine
Il Dpcm prevede anche la possibilità di orari scaglionati per l’ingresso degli studenti, ma per ora tutto resta come già definito. «In Emilia-Romagna non sono stati cambiati gli orari, e per fortuna. Siamo contenti perché questo avrebbe creato ulteriori disagi soprattutto ai ragazzi. Per le poche ore in presenza rimaste quindi gli orari rimangono gli stessi» sottolinea Ghetti.
Capitolo mascherine. Il decreto consiglia di indossarle sempre, anche quando si è seduti, in situazioni «statiche». Finora era obbligatoria in situazioni «dinamiche», in tutti gli spostamenti. «È una raccomandazione che non porta grandi cambiamenti poiché ogni volta che c’è un caso sospetto e si mette in quarantena una classe, l’Asl chiede che in tutto l’istituto le mascherine vengano indossate sempre, anche da seduti. E qualche caso l’abbiamo già avuto» conclude Ghetti.

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