Imola, sos cinema sale vuote anche per le Feste

“Sos cinema”, “Ecatombe in sala”, “Il terrore siede su quelle poltrone”. Questi non sono titoli di imminenti uscite cinematografiche Trash-horror, ma gli stati d’animo di chi gestisce le sale cinematografiche imolesi alla luce di un periodo festivo e di un inizio anno da “Titanic della celluloide”. Un calo di spettatori che sta mettendo in allarme gli imprenditori della fruizione della settima arte, in media si sta parlando del 75% in meno rispetto allo stesso periodo del 2020 in cui già erano pochi, in pratica se prima guardavano film al cinema dieci persone oggi si riducono a poco più di due.

I gestori

Dal Cristallo al Centrale passando per i cosiddetti cinema parrocchiali la situazione non cambia: «Ed è drammatica». Lo è stato durante le feste natalizie e lo sarà ancora per i prossimi mesi. Perentorio è il commento di Massimo Baldi, gestore del Cinema Cristallo di via Appia: «Non voglio certo fare il catastrofista, ma la situazione è più che drammatica. Dal 21 dicembre al 1 gennaio non abbiamo mai chiuso, non abbiamo fatto nessun giorno di riposo, ma la risposta del pubblico è stata veramente scarsa. Di fatto – aggiunge – abbiamo avuto entrate che non hanno coperto le spese vive». Al di là della situazione pandemica «che non sottovalutiamo – rimarcano un po’ tutti i gestori – ma che ribadiamo trovano nelle sale cinematografiche un luogo sicuro, controllato e quindi di fruizione assolutamente tranquilla», ci sono anche altri motivi che hanno ulteriormente aggravato lo stato di crisi in cui versa il mondo dell’entertainment cinematografico. «Le normative ancora più stringenti entrate in vigore la vigilia di Natale – rimarca Alberto Beltrani, curatore delle sale facenti parte del circuito di Cinema in centro che a Imola vede presente la sala del Centrale di piazza Matteotti – in cui si è chiusa la possibilità di somministrare cibi e bevande in sala, si è imposto l’uso della mascherina Ffp2 e l’impossibilità di togliersela durante tutta la visione della pellicola, non hanno fatto che scoraggiare ulteriormente il pubblico. Al Centrale – aggiunge – abbiamo avuto, dopo una buona ripresa, seppur sempre insufficiente, nel mese di novembre un calo drastico di affluenza a partire da Natale e oggi la situazione è identica. Non ci meraviglieremmo se presto i gestori decidessero di “chiudere per ferie” per due o tre settimane visto che le spese vive sono sempre maggiori delle entrate. Siamo seriamente preoccupati per il futuro».

Poche prime visioni

Ma non solo. «A non aiutare un comparto in forte difficoltà – evidenzia Irene Gambetti consigliera dell’Associazione Cattolica Esercenti Cinema, che raggruppa a Imola le sale Don Fiorentini, Pedagna e Cappuccini – c’è anche il fatto che le case cinematografiche abbiano deciso di rimandare e posticipare le uscite a marzo, aprile. In questo modo l’appeal per il pubblico diventa ancora inferiore visto che prime visioni o film di richiamo non ne escono come invece dovrebbero. Siamo a un punto in cui si è innescato un cortocircuito che ha portato, in media, ad avere una affluenza in poltrona, in tutte le sale, del -75% rispetto allo stesso periodo pre pandemico. Soprattutto – aggiunge – abbiamo notato come durante le feste siano andati meglio i giorni non festivi, se meglio lo si può dire con una ventina di persone in sala per ogni visione, rispetto a quelli, come Natale, Santo Stefano, Capodanno, che invece storicamente sono sempre andati benissimo. Il tutto soprattutto a causa di una paura di contagi, in sala, molto spesso immotivata».

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