IMOLA. Trentadue pagine per tracciare i contorni di come sarà Imola nel 2025, ma a partire da adesso. Il sindaco Marco Panieri e la sua giunta hanno depositato già la scorsa settimana, nella prima riunione di giunta, le loro linee di mandato. Ricorre la grafica dell’ “Agenda 30” Ue e la parola d’ordine di conseguenza non può che essere sostenibilità. I punti sono 15 a partire da sanità e scuola, ma uno dei primi atti adottati è stato preso in merito alla mobilità sostenibile. Imola è già una “città dei 15 minuti”, ovvero percorribile in poco tempo da un capo all’altro con l’obiettivo che i «servizi essenziali e spazi per il tempo libero diventino raggiungibili a piedi o in bicicletta in un quarto d’ora, rendendo così le città più vivibili, accessibili, con una mobilità a minor impatto ambientale» sottoscrivono i sette della giunta più il sindaco. Si parte da qui per «favorire la progressiva trasformazione della città di Imola in una “Smart circular city”», per creare «una città sostenibile e intelligente, che guarda alla transizione ecologica come risorsa». E infatti la mobilità sembra essere il primo terreno sul quale hanno deciso di cimentarsi i nuovi amministratori.
Mobilità sostenibile
Si parte dai 90 chilometri di piste ciclabili attuali, e in una città dove il bike-sharing è nato da lustri ma poi non si è più evoluto e che ora si vorrebbe «portare anche in autodromo». «Una città in cui sarà centrale la mobilità elettrica, dove il trasporto pubblico migliorerà l’accesso alle aree industriali e che si distinguerà per la qualità e la rapidità della mobilità ferroviaria, in particolare nei collegamenti con Bologna, con il Porto di Ravenna e la costa adriatica». La strategia annunciata prevede poche mosse: «avviare un progetto di car pooling», quindi «promuovere la diffusione di una rete di monopattini elettrici e ampliare la rete delle bici disponibili nelle 13 rastrelliere “Mimuovoinbici” gestite da Area Blu (oggi per la verità con non pochi problemi di manutenzione e diversi metodi d’accesso mai unificati, ndr), anche attraverso una campagna di educazione stradale in integrazione delle progettualità già in essere». Un altra idea è quella di «costruire una stazione di ricarica da fonte fotovoltaica per auto e bus elettrici, all’uscita del casello dell’A14. Il progetto s’inserisce in un intervento generale di copertura con pensiline fotovoltaiche nelle aree di parcheggio pubblico, comprensive di punti predisposti alla ricarica d’infrastrutture elettriche quali bici o auto».
Bike to work
Intanto il Comune incassa e decide di investire 75.700 euro per favorire l’utilizzo della bicicletta sulla direttrice casa-lavoro con un progetto nuovo che metterà in campo, tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo 150 nuove biciclette pubbliche, da utilizzare con un sistema completamente nuovo per la città. I fondi straordinari, legati all’emergenza Covid e distribuiti dalla Regione ai Comuni, serviranno a mettere in atto un progetto stilato da Area blu che la giunta ha già approvato. Gli interventi potevano riguardare «l’acquisto dei mezzi di trasporto quali biciclette, anche a pedalata assistita, nonché di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica e/o attuazione di interventi di agevolazione alla circolazione stradale delle biciclette in questo particolare periodo». In parte i soldi contribuiranno alla spesa corrente dell’ente per l’utilizzo di questi stessi mezzi, anche in forme condivise. «Noi abbiamo scelto di dedicare la spesa della quota investimenti per la realizzazione di bike lane, con segnaletica orizzontale e verticale, in particolare nella zona industriale e in viale Dante – spiega l’assessora Elisa Spada – . La metà per spesa corrente è destinata a un servizio di bike sharing a flusso libero con un parco bici dotate di un sistema di geo referenza io e che permette con una app di vedere quali sono le bici disponibili nelle vicinanze e prenderle». In sostanza lo stesso tipo di biciclette pubbliche che si trovano a Bologna e che non hanno bisogno di stazioni dove essere prelevate e riconsegnate, ma possono essere lasciate, con criterio, in ogni posto. Ora le nuove biciclette, circa 150, si aggiungerebbero quindi a quelle delle vecchie 13 postazioni, che nel tempo potrebbero anche essere superate e tolte se questa modalità, certo più nuova e utile, prenderà piede. «La proposta è di fare una sperimentazione per si mesi, per valutare se con questo sistema i cittadini sono incentivati al loro utilizzo», dice l’assessora.

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