La prima cittadina Manuela Sangiorgi tira dritto per la propria strada. E l’assessore alla Legalità e alla Sicurezza Andrea Longhi non abbandona il suo posto. Così è stato deciso ieri pomeriggio, nel corso della riunione della Giunta. Così verrà confermato questo pomeriggio, durante la seduta del consiglio comunale.

Silenzio in Consiglio

La richiesta di dimissioni dell’assessore arrivata dai vertici del Movimento 5 stelle a Roma a seguito della condanna che Longhi ha ricevuto nel corso della propria carriera da poliziotto ventitré anni fa, infatti, non sarà oggetto né di una integrazione dell’ordine del giorno, per l’inserimento di una eventuale mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore o dell’Amministrazione nel suo complesso, né di una comunicazione in aula, che la Giunta si sarebbe riservata di posticipare alla seduta successiva, in programma l’ultima settimana del mese.

Il gruppo consiliare

Nel frattempo, i consiglieri comunali grillini continuano a tenere le bocche chiuse e a non commentare in alcuna maniera quello che la sindaca ha già bollato, attraverso un post pubblicato sul proprio profilo Facebook domenica mattina, come «un becero attacco politico interno» che ha come unico obiettivo quello di «colpire la sottoscritta». Ieri sera si è svolta una riunione che diversi consiglieri, alla vigilia, hanno definito, e con giusta ragione, «complicata» e «difficile». Perché presto o tardi, e più presto che tardi, potrebbero essere chiamati a scegliere da quale parte stare: a fianco della Sangiorgi, che potrebbe correre il rischio di vedersi togliere il simbolo del suo partito, o a fianco del Movimento 5 Stelle con cui hanno fatto il loro ingresso in aula da vincitori, ma che potrebbe ritrovarsi fra i banchi delle opposizioni. Per il momento, però, la sola risposta che si riesce a strappare a qualcuno dei consiglieri è un generico «ci sto riflettendo».

Gli attivisti

A spingere sicuramente di più sono gli attivisti, che si riuniranno questa settimana con la speranza di capire meglio le motivazioni della prima cittadina. Le domande a cui soprattutto gli scontenti pretendono risposte non sono poche: «Quanto tempo è stato chiesto e le hanno concesso da Roma prima di prendere una decisione decisione definitiva?». Ma anche, «un unico assessore è così significativo da mettere a repentaglio un risultato come quello che abbiamo raggiunto?». Per la Sangiorgi, la risposta alla seconda domanda è sì. E senza il minino dubbio: «Longhi ha tutta la mia stima e il mio supporto», ha scritto ancora. Addirittura rilanciando la palla nel campo degli “avversari” : «Movimento che evidentemente ha due pesi e due misure». Abbiamo cercato di rivolgere la prima domanda, invece, a Massimo Bugani, capogruppo grillino in consiglio comunale a Bologna ma soprattutto componente del gruppo di supporto agli enti locali del Movimento 5 stelle, senza però avere risposta.

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