Imola, sessanta volontari sistemano i sentieri in vallata

Enduristi, amanti del fuori strada a quattro ruote assieme all’Associazione cacciatori di Castel del Rio, una rappresentanza del Club nazionale fuoristrada, giocatori e allenatore dell’Imola Rugby uniti per il ripristino della sentieristica della vallata. Domenica, una squadra inedita e variegata, composta da un’ottantina di persone, si è dotata di picconi, pale e vanghe e hanno raggiunto la chiesa di Valmaggiore, lungo il sentiero 701 martoriato anche da quei mezzi a motore utilizzati dalle stesse associazioni. Qui, lungo il percorso segnato dai solchi e acquitrini in genere causati proprio dal passaggio delle due e quattro ruote da fuoristrada, hanno lavorato per il ripristino. Uno sforzo collettivo condito però da una sferzata nei confronti del Cai imolese che ne aveva denunciato lo stato più volte. A farla è Alessandro Magnani, portavoce del gruppo: «Mentre i dirigenti del Cai perdevano tempo a mandare proteste alla pubblica amministrazione e ai giornali per le precarie condizioni proprio di questa strada di grande pregio storico – attacca Magnani – noi stavamo organizzando questo intervento, che non finisce oggi, verrà perfezionato nei prossimi mesi, poi sarà da ripetere negli anni a venire, perché le strade se si usano si usurano, se non si usano si chiudono, come sta succedendo a molti sentieri abbandonati che noi cerchiamo di tenere in vita». La giornata si è tenuta per festeggiare il decimo compleanno dell’Enduro motor valley e ha previsto il ripristino della strada che punta verso la Faggiola e quindi in Toscana, mentre lo Staff del Terzo Tempo ha curato il pranzo al rientro dall’intervento». Non ha mancato di essere presente anche la Federazione motociclistica italiana che ha visto raggiungere lo spartiacque tra le valli del Santerno e del Senio del presidente regionale Luigi Battoglia e della consigliera federale Monica Goi. «Incredibile la potenzialità di questo gruppo – ha sottolineato la stessa consigliera – che ha visto al lavoro oltre 60 volontari lungo la strada di crinale, mentre un’altra decina ha preparato il pranzo al quale partecipano più di 80 fra enduristi e loro amici convenuti per l’occasione. Questo fa capire come questi ragazzi sappiano rappresentare il vero spirito di questo sport escursionistico che si basa proprio su un’oculata gestione del patrimonio sentieristico».

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