Imola, scuola e politica il lutto: addio a Sergio Sangiorgi

«Aveva moltissimi interessi, dal giornalismo, alla letteratura, alla politica ma prima di tutto veniva la scuola: era la sua più grande passione». È difficile sintetizzare la vita di Sergio Sangiorgi, classe 1931, che si è spento lunedì. Gabriele Zaniboni, suo genero, ci prova e lo ricorda con grande affetto. I passi da ripercorrere sono tanti e variegati, tutti con un comune denominatore: «Era una persona attenta a chi era in difficoltà».

Questo emerse fin dal ruolo di maestro elementare, poi insegnante alle superiori, in seguito nella veste di direttore didattico e anche di direttore del Patronato scolastico. «Aveva questa capacità di entrare in empatia con tutti. Il mondo della scuola gli ha voluto molto bene – prosegue Zaniboni –. La sua casa era sempre aperta, un crocevia di persone che trovavano in lui una figura di riferimento. Quando era insegnante negli anni Sessanta lui “raccoglieva” i bambini più problematici, quelli cioè che venivano respinti dalle altre classi, e li accoglieva anche in casa. Li assegnavano a lui perché era capace di valorizzarne i talenti».

A supporto dei bambini

Un’idea di scuola non sempre nei canoni dell’epoca: «Fuori dagli schemi – aggiunge Vittorio Feliciani, vicesindaco quando Sangiorgi era assessore alla Pubblica istruzione nella giunta De Brasi nel 1995 –. Ci siamo conosciuti parlando di scuola, all’epoca del famoso decentramento nel 1974. Aveva in testa una scuola non stretta nella normativa. A lui piaceva portare fermento, iniziative nuove: era una mente frizzante. Amava coinvolgere i ragazzi nella didattica, chiedere loro “Cosa facciamo oggi?”. Un’idea di scuola ancora attuale. Quando mi invitava a casa sua mi divertivo a vedere le cataste di libri: gli chiedevo se li leggesse tutti e mi rispondeva ironico che a volte i libri si leggono anche solo toccandoli».

Oltre all’impegno politico sotto la bandiera della Democrazia cristiana per cui fu consigliere in due mandati a cavallo tra il 1960 e il 1970, e l’esperienza in giunta, Sangiorgi è stato «autore di alcune pubblicazioni per bambini, collaboratore di alcune testate nazionali e critico d’arte: le pareti di casa sua sono piene di quadri, conosceva molti pittori del bolognese», racconta Zaniboni, che parla anche della passione per i burattini. «Nel salone aveva un piccolo palcoscenico. Andava per le parrocchie a fare spettacoli per bambini con la figlia, che faceva la voce femminile. E poi faceva programmi per i bambini in radio e a Telesanterno, come presentatore, sempre con la figlia».

Lo ricorda anche il sindaco Marco Panieri, che a titolo personale e a nome della città esprime «cordoglio alla famiglia. Per chi oggi ricopre ruoli di responsabilità è sicuramente una figura a cui ispirarsi e un personaggio che mancherà anche per il contributo dato alla cultura e alla stampa locale». La famiglia, i figli Anna Lina, Giampaolo e Giorgio, gli porgeranno un ultimo saluto domani mattina. Alle 9.45 si uscirà dalla camera mortuaria per celebrare la messa alle 10 alla chiesa di Croce Coperta.

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