Imola, screening di massa all’Itis con tamponi di terza generazione

IMOLA. Il campione potenziale è di 1.870 studenti più 270 fra docenti e personale scolastico. Da ieri l’Ausl di Imola ha “messo le tende” all’Itis Alberghetti per un’ operazione di screening sperimentale che utilizzerà tamponi di terza generazione in grado di dare un esito immediato e attendibile.
Tamponi evoluti
Il test a “immunofluorescenza con lettura in microfluidica” che, da ieri, verrà effettuato tutti i giorni, domenica compresa, fino all’8 febbraio prossimo, con orario dalle 8 alle 18.30, su studenti, docenti e personale dell’Alberghetti, «ha l’obiettivo di testare la metodica su collettività numerose, e visto che l’Itis imolese è l’istituto superiore con il più alto numero di studenti, è stato considerato un setting ideale», spiega il direttore sanitario dell’Ausl di Imola Andrea Neri. «Il prelievo avviene effettuando 5 passaggi circolari in entrambe le narici, in maniera non invasiva come avviene con i consueti tamponi – spiega sempre il dottor Neri –, quindi i prelievi vengono analizzati da lettori appositi che danno l’esito immediato. Per ogni test occorre una decina di minuti di operazioni, i macchinari, che abbiamo avuto in dotazione in aggiunta a quelli analoghi che già utilizziamo in ambito ospedaliero in pronto soccorso e in pediatria, abbiamo pensato di sfruttarli per questa sperimentazione che, se darà un buon esito, potrebbe essere replicata anche in altri contesti scolastici e non solo. Proprio su questa fascia di età, 15/19 e 20/25 anni, infatti, la curva dei contagi ha subito ultimamente una crescita».
Studenti al fianco degli infermieri
La disposizione logistica della scuola, nonché la tempestiva disponibilità della dirigenza per il disbrigo di tutte le pratiche amministrative del caso, consentiranno il rigoroso mantenimento delle misure di distanziamento e tempi rapidi per completare la rilevazione. «Per la scuola è un imponente sforzo organizzativo, ma abbiamo ritenuto molto interessante questa proposta dell’Ausl. A noi sarà utile per fare il punto reale sulla situazione nella nostra scuola e scoprire se ci sono ad esempio asintomatici. Intanto dai test della prima mattinata, nessuno è risultato positivo – spiega la dirigente Vanna Monducci –. Siamo partiti con le quinte dove abbiamo tutti ragazzi maggiorenni che possono esprimere autonomamente il loro consenso, così da avere più tempo per informare invece i genitori dei minorenni e raccogliere le adesioni. I maggiorenni hanno aderito all’80%, ma nel 20% mancante ci sono anche moltissimi che o hanno fatto il tampone da poco o hanno già avuto la malattia. Abbiamo poi coinvolto i maggiorenni delle quarte classi, quelli delle quinti li lasciamo studiare per l’esame, per affiancare le squadre di sanitari dell’Ausl nelle operazioni, quindi dando supporto nelle fasi di check in e nella trascrizione dei dati. Tutti, sono una decina, hanno accettato di buon grado e queste ore verranno loro riconosciute come formazione scuola-lavoro». Ora, la scuola sta raccogliendo le adesioni anche da parte delle famiglie dei minorenni: «Sono certa che ci sarà un buon coinvolgimento anche qui – conferma la dirigente –. Ho spedito via email la prima comunicazione alle 7.30 del mattino e alle 9 avevo già ricevuto 500 adesioni su 1400, quindi sono più che fiduciosa».

Vaccinazioni all’Osservanza. Ieri in consiglio comunale è stato anche ufficializzato dal sindaco Marco Panieri il luogo per il centro vaccinazioni dove gli imolesi si potranno recare, presumibilmente da marzo per la vaccinazione. Si tratta dell’auditorium dell’Osservanza, ovvero la ex chiesa del manicomio di recente ristrutturata. «La struttura consente di gestire, secondo un piano che stiamo approntando, un flusso anche imponente di persone –spiegava il direttore sanitario Andrea Neri – che potrebbe presumibilmente arrivare anche a 800/1000 persone al giorno quando si partirà con la vaccinazione di massa. Per quanto riguarda il secondo punto vaccinale nel circondario si sta ragionando sulla Casa della salute di Castel San Pietro». Nella giornata di mercoledì, ultimo dato ufficiale, sono state effettuate 60 seconde dosi di vaccino (totale 594) e 73 prime dosi (3051). Per quanto riguarda il bollettino di ieri, su 303 tamponi molecolari e 308 antigenici rapidi sono 38 i nuovi casi positivi registrati ieri dall’Ausl di Imola, di cui 19 asintomatici e 19 sintomatici; 17 persone sono state individuate tramite tracciamento e 2 test per test categoria. Sono 17 i guariti ma purtroppo si registra anche un decesso: un imolese di 79 anni ospite della struttura Cassiano-Tozzoli. Sono 6788 i casi totali da inizio pandemia e 710 i casi attivi. Intanto ieri a Medicina è stata inaugurata la stanza degli incontri nella casa residenza anziani gestita dall’Asp. Lo spazio è creato per dare la possibilità agli ospiti di ricevere le visite dei parenti, garantendo le misure di sicurezza. Il contributo complessivo dell’amministrazione comunale è stato di 15.000 euro.

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