Imola, scatta la corsa al fotovoltaico. Ma i costi si impennano

In un momento caratterizzato dagli altissimi costi per l’energia si registra anche nell’Imolese un boom del fotovoltaico, sia come opportunità per risparmiare e migliorare la classificazione energetica delle proprie abitazioni, sia per sensibilità ambientale. «C’è molta richiesta – spiega Lorenzo Pasini, titolare della Pasini Impianti di Imola –. Su quattro richieste di preventivi che ci arrivano riusciamo ad evaderne una o due, perché sono veramente troppe».

Anche questo comparto, però, si trova a fare i conti con non poche difficoltà. «Il problema più grande sono l’aumento enorme del prezzo dei materiali e la scarsa reperibilità dei materiali per la produzione di pannelli fotovoltaici di qualità medio-alta». Una situazione che fa lievitare i costi del prodotto finale. «Fino a un anno e mezzo fa – stima – un impianto da 3 chilowatt standard, quindi senza accumulo, si installava con 5.000-6.000 euro più Iva, mentre adesso può arrivare a costare tranquillamente anche 1.000 euro in più. Un impianto da 3 Kw con batterie da accumulo da 5 Kw e inverter ibrido si installava con una variante da circa 4.000 euro, adesso siamo nell’ordine dei 5.000-5.400 euro, perché è cresciuto moltissimo l’inverter ibrido e sono cresciute di circa 800-900 euro le batterie da 5 Kw».

Il panorama

Analizzando il panorama, «per le nuove costruzioni, già da almeno due-tre anni c’è l’obbligo di legge dell’impianto da 1 chilowatt in tutti gli appartamenti. Il cliente che acquista, se c’è spazio in copertura, lo può ampliare a 2, 3, 4 Kw. E circa il 50% di chi compra ha interesse a farlo, in particolare le coppie giovani. Sono molto sensibili a questa cosa». E, aggiunge, «per le ristrutturazioni, il fotovoltaico è quasi sempre compreso nei capitolati, perché richiesto dal cliente o perché consente di migliorare la classificazione energetica. Il Superbonus 110%, ovviamente, ha trainato tantissimo. Ma c’è molto interesse anche da parte di chi non ha usufruito del Superbonus 110% ma dei bonus canonici, il 50% con Iva ridotta».

In merito alle tempistiche, «ora siamo attorno ai due-tre mesi per i pannelli, e di circa un mese in più per l’inverter delle batterie – conclude la panoramica –. Fra maggio e luglio i tempi di attesa erano tranquillamente superiori ai sei mesi, quando non di otto mesi».

I problemi

Il quadro, però, non è tutto rosa e fiori. «Nell’ultimo anno e mezzo, i prezzi dei pannelli sono aumentati di circa il 40%, quindi un pannello che costava 130 euro adesso può arrivare a costare 170 euro. Per le batterie e gli inverter siamo nell’ordine del 40%». Inoltre, «i cavi elettrici, sono aumentati del 115-116% – prosegue –. E un semplicissimo interruttore o presa del 30-40%. Quindi, è ovvio che dietro a tutto questo c’è stata una speculazione folle, perché il rame, in realtà, è cresciuto del 20-30%».

Situazione che «si ripercuote sul cittadino, perché se un impianto elettrico per l’edilizia civile si poteva realizzare con 100mila euro, ora siamo attorno ai 115.000 euro – conclude –. Questi costi in più dell’elettricista, dell’idraulico e del muratore vengono spalmati sul prezzo al metro quadrato».

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