Imola, sale la febbre per l’arrivo dei Pearl Jam all’autodromo

Accantonato il mega evento live con Vasco Rossi sul finire di maggio, ora l’autodromo di Imola si prepara a ospitare il secondo grande concerto di questo 2022. Sul mega palco allestito nell’area paddock dell’Enzo e Dino Ferrari salirà a far la voce grossa il rock potente, aggressivo e ormai diventato leggenda dei Pearl Jam.

Band di alternative-rock, da molti conosciuto come grunge, che assieme a Nirvana, Alice in Chains, Mother Love Bone e Soundgarden hanno segnato uno spartiacque tra ciò che si suonava prima degli anni 90 e dopo. Stiamo parlando del secolo scorso, ma allora come oggi, la potenza dei riff e degli assolo di chitarra, la ritmica incalzante e soprattutto l’abbraccio rabbioso ma caldo della voce del leader della band, Eddie Vedder, pseudonimo di Edward Louis Severson III, non hanno dato segni di decadenza. Anzi. Non si raggiungeranno, sabato 25 giugno, gli 86mila paganti come ottenuto dal rocker di Zocca, ma sarà comunque una tappa importante, intergenerazionale e musicalmente imponente per chi ama il genere. Le stime per ora ballano tra le 50 e le 60mila presenze per l’unica data italiana di una delle band che hanno portato la Seattle musicale, dopo Jimi Hendrix, di nuovo alla ribalta mondiale.

I Pearl Jam torneranno in Italia, a Imola, per recuperare la data del 2020. Sarà l’unico appuntamento nel Paese, per vederli dal vivo. E vedere la band composta da Eddie Vedder (voce, chitarra ritmica), Mike McCready (chitarra solista), Stone Gossard (chitarra ritmica), Jeff Ament (basso) e Matt Cameron (batteria) sul palco è uno spettacolo che al di là delle canzoni, vale da solo il costo del biglietto. Carica, energia e capacità di trascinamento del pubblico non mancano mai. Se la pubblicazione discografia non sempre è stata omogenea, una cosa invece è certa da oltre 30 anni: dal vivo, i Pearl Jam, sono una macchina da guerra. Guardando quello che è avvenuto negli ultimi concerti ci si dovrà aspettare quasi tre ore di live. Evento imperdibile, in cui la scaletta dei brani, sempre diversa, spazierà comunque tra vecchi e immortali successi dell’album d’esordio “Ten” e quelle del loro secondo lavoro in studio “Vs.”. Si passerà anche attraverso le diverse sonorità a volte più rarefatte di “Viatlogy” e non mancheranno pezzi dall’ultimo, l’undicesimo, lavoro in studio, l’album ambientalista “Gigaton” di due anni fa.

Sul palco imolese risuoneranno così i successi del calibro di “Even flow”, “Jeremy” e “Alive” passando dalle consacrate “Daughter” e “Dissident” per attraversare le ballate sperimentali presenti nei dischi di “metà mandato”.

Il concerto, aperto da un’altra icona del rock alternativo, i Pixies, e dai White Reaper, vedrà l’apertura dei cancelli sulle 13.

Di biglietti ce ne sono ancora, un pensiero sarebbe bene forse farlo, per chi ancora ama il rock sudato, urlato e… ormai diventato leggendario.

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