Imola, saldi al via. Negozianti: “Lavoriamo in svendita da un anno”

IMOLA. «Le speranze dei saldi rimangono poca cosa visto che comunque è un anno che lavoriamo in promozione con prezzi abbassati del 20-30%. Se poi pensiamo al nostro storico ambito, che è quello delle cerimonie, la situazione è veramente drastica».

Commercianti pessimisti

Alla vigilia dei saldi invernali, è questo il commento di Gian Luca Alpi di Luca’s abbigliamento in centro storico sulla situazione delle vendite nel 2020. «Abbiamo vestiti prenotati e pagati in acconto dai clienti che si dovevano sposare, fermi qui da setto/otto mesi e non sappiamo ancora quando potranno venire a prenderli. È stato azzerato tutto e non abbiamo certezze su quando si riprenderà. L’unica certezza sono le tasse, quelle non sono calate». Se l’abbigliamento, soprattutto da cerimonia soffre, non si registrano grandi scostamenti anche sul versante dell’intimo. Lo conferma Claudio Carreri titolare del negozio Intimo style in via Appia. «Anche se noi in zona rossa potevamo stare aperti, a differenza dell’abbigliamento “tradizionale”, non possiamo certo dire di aver notato grandi differenze. Il bilancio delle vendite promozionali anticipate non si può certo definire esaltante. Queste non hanno portato assolutamente nessuna inversione di tendenza negli acquisti. Aspettiamo con fiducia, anche se non siamo così ottimisti, che qualcosa possa smuoversi con i saldi». Chi ha patito per le restrizioni alla mobilità delle persone sono anche i negozi calzaturieri, seppur con alcuni distinguo. Se per Lo.Rè Calzature in via Emilia «tutto sommato non ci possiamo lamentare per le vendite anche se la questione saldi e promozioni ha comunque creato un po’ di confusione generale», c’è chi come Daniela Gabelli di Folletti calzature che afferma senza mezzi termini che «l’arancione abbia pesantemente influito sulla nostra attività. La nostra clientela arriva anche dai comuni limitrofi e aver impedito loro gli spostamenti ha avuto ripercussioni sulle vendite. Speriamo che i saldi e l’arrivo della colorazione gialla per la nostra regione cambi il trend». Manuela, titolare di Lo.Rè calzature non ha dubbi che il bilancio complessivo delle vendite «Sarà negativo. Non ho ancora i dati definitivi ma sicuramente siamo a -20%. Grazie all’online e a un battage forte sui social qualche risultato lo stiamo ottenendo ma non basta per far tornare in equilibrio una situazione che segna un rosso profondo. Veniamo da anni di crisi e questa pandemia non ha fatto altro che dare il colpo di grazia, soprattutto al nostro settore. Basti pensare – conclude – che anche noi sulle cerimonie facevamo buoni incassi, soprattutto a primavera. L’anno scorso in questo ambito è stato un disastro e quest’anno, purtroppo, non penso che andrà tanto meglio. Se la gente non può girare di conseguenza compra meno e i piccoli negozi sono i primi che ne pagano le conseguenze».

“Parcheggi gratis e Tari secondo l’effettiva produzione di rifiuti”. Rendere gratuiti i parcheggi nel pomeriggio durante il periodo dei saldi, eliminare le chiusure totali, collegare la Tari all’effettivo volume dei rifiuti prodotti, sospendere l’obbligo del Documento unico di regolarità contributiva per chi ha ricevuto un ristoro e dare liquidità a tasso zero per superare questo particolare momento di difficoltà. Alla vigilia dell’avvio dei saldi sono queste le principali richieste che arrivano dal mondo del commercio imolese alle istituzione per uscire da una crisi che sta colpendo in modo irreparabile un intero comparto. Una situazione molto preoccupante alla luce anche di un bilancio delle vendite promozionali che in città è stato tutt’altro che positivo. Per la presidente della Confesercenti imolese Sabina Quarantini «le vendite promozionali non hanno dato i risultati attesi. A soffrire di più è l’ambito dell’abbigliamento e calzaturiero, del resto se non si può uscire di casa e tutti gli eventi sono vietati non ci sono tanti stimoli per aggiornare il guardaroba. I negozi sono ancora ben forniti di merce e in occasione dei saldi, che partono ora, gli sconti saranno interessanti e consistenti». Per agevolare e invogliare le persone a fare acquisti in centro «chiediamo che il Comune ripristini una fascia oraria gratuita per il parcheggio pomeridiano in città, facendola iniziare alle 15. Infine è importante e necessario che l’Emilia Romagna diventi zona gialla in quanto le restrizioni legate alla fascia arancione sono un freno alle vendite per i negozi di vicinato e pubblici esercizi».

Oltre agli stessi imprenditori, che lo chiedono da tempo, anche se qualcosa è stato fatto a livello nazionale, a chiedere di intervenire sulla tassa rifiuti è anche la politica. Per quanto riguarda la quota variabile della tassa comunale sui rifiuti a livello governativo l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, ha stabilito che le aziende colpite da Covid e costrette a rimanere chiuse avranno, e lo si vedrà nel conguaglio 2020 che arriverà a giugno, «un fattore di correzione pari al 25%». Tra chi chiede azioni a livello locale c’è l’esponente della Lega Simone Carapia che chiede al sindaco Marco Panieri di «farsi portatore in Hera dei problemi della gente e delle attività economiche del territorio. Bisogna rivedere le tabelle del piano rifiuti, calcolare le giornate di chiusura obbligatoria da marzo 2020 ad oggi e fermare questi inopportuni e insensati pagamenti che danno il colpo finale al tessuto economico del territorio».

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