Imola, saldi al via commercianti ottimisti

C’è attesa per l’inizio dei saldi invernali in continuità con le festività che hanno riportato persone in centro storico per fare acquisti. Se tutto sommato «queste festività natalizie – sottolinea la presidente della Confesercenti imolese, Sabina Quarantini – sono state relativamente soddisfacenti» l’arrivo di domani, quando inizieranno i saldi invernali, aumentano le aspettative per i commercianti di vicinato.

Ritorno in centro

Soprattutto alla luce del fatto che a differenza dello scorso anno «le vendite promozionali non sono state lunghe e quindi – sottolinea Quarantini – questa parentesi di saldi potrebbe riservare piacevoli sorprese. Si dovrà comunque ragionare sull’attuale normativa, per evitare confusione e pratiche non corrette ma, soprattutto, dell’online che beneficia di una tassazione irrisoria con sconti durante tutto l’anno. Da parte nostra – aggiunge – continuiamo a offrire qualità, cortesia e ascolto alle richieste dei nostri clienti». L’ottimismo regna sovrano anche se il caro bollette, la pandemia e le incertezze su come sarà il futuro non aiuta di certo la propensione al consumo. «Abbiamo bisogno di proseguire sull’onda intrapresa da novembre quando – conferma la presidente di Confesercenti – abbiamo registrato i primi acquisti natalizi. È innegabile che la spesa pro capite sia stata più bassa rispetto agli anni precedenti al Covid, ma rispetto anche solo al 2020, da un primissimo bilancio, notiamo un positivo trend di ripresa degli acquisti, soprattutto in centro. Le persone – conclude – hanno speso magari un po’ meno ma si sono riversate di più nel cuore della città distribuendo gli acquisti nei negozi».

Non saranno affari d’oro

Se questo periodo di super sconti è auspicato e atteso dal mondo del commercio, lo è anche per i clienti che si trovano a poter acquistare prodotti a prezzi vantaggiosi. Non saranno affari d’oro comunque, e su questo i commercianti imolesi sono concordi. Lo attesta la Confesercenti regionale che sottolinea come «la spesa media pro capite si assesterà sui 164 euro. Il 78% degli acquisti saranno realizzati nei negozi fisici e riguarderanno soprattutto prodotti di abbigliamento». Stesse considerazioni riprese anche dall’Ascom. Per il presidente Danilo Galassi «mercoledì partono le vendite di fine stagione, che interesseranno nel nostro territorio centinaia di punti vendita: dal tessile e abbigliamento, agli accessori e calzature, ma anche oggetti per la casa e pelletteria. Non si parla – prosegue – di rimanenze di magazzino ma di merce di stagione rimasta invenduta. Dobbiamo sfatare questo mito, nessun commerciante ha l’interesse a puntare sui prodotti vecchi». Per questo l’invito è quello «a comprare sotto casa, prediligere gli acquisti nei negozi tradizionali rispetto all’online e fare un giro per le vie della città. Infine – conclude Galassi – per informazioni è possibile rivolgersi a uno sportello telefonando allo 0542 619611».

Per dare risposta a tutte le domande di contributo pervenute, il Comune ha innalzato da 50mila a 137mila euro, quindi quasi triplicandole, le risorse destinate a contributi a fondo perduto per le imprese commerciali e artigianali del centro storico. «La graduatoria formata dalla commissione ha raggiunto la quota di ben 60 richieste ammesse, perciò abbiamo deciso di dare risposta a tutti gli operatori aventi diritto, quasi triplicando le risorse a disposizione – spiega Pierangelo Raffini, assessore al Centro storico e alle Attività produttive – autorizzando un prelievo dal fondo di riserva del Comune di 87 mila euro. È una grande, doppia soddisfazione: in primo luogo perché le imprese del centro storico hanno compreso l’importanza della nostra iniziativa, in secondo luogo perché l’adesione è stata alta». «La scelta va anche nell’ottica di aumentare il decoro complessivo dell’area per rendere sempre più attrattivo il centro e mettere in valore la sua funzione di centro commerciale naturale», ha aggiunto il sindaco Marco Panieri. Gli attuali 137 mila euro sono composti per 87 mila euro da risorse che il Comune preleva dal proprio fono fondo di riserva e dagli iniziali 50 mila euro, finanziati per circa 38 mila euro con risorse proprie del Servizio sviluppo economico e progetti europei e per i restanti quasi 12 mila euro (esattamente € 11.917,26) con risorse non utilizzate nel 2020 dal presidente del consiglio comunale e dai gruppi consiliari, che nei mesi scorsi hanno deciso di destinare a favore delle categorie maggiormente colpite dal Covid-19 una parte delle risorse finalizzate alla propria attività istituzionale. Nell’area coinvolta insistono circa 400 attività, tra cui 300 esercizi di vicinato/pubblici esercizi e attività artigianali; va inoltre sottolineato che gli esercizi commerciali del centro storico rappresentano il 40% del totale di quelli presenti sul territorio comunale, mentre i pubblici esercizi del centro storico rappresentano oltre il 30% del totale. Il massimo del contributo, ossia 2500 euro, lo hanno ottenuto 44 aziende su 60.

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