IMOLA. Fra pochi giorni Imola si appresta ad accogliere anche il secondo evento sportivo mondiale nel giro di un mese. Dopo il Mondiale di Ciclismo, tocca infatti alla Formula 1, i cui team arriveranno già a inizio settimana. Come verrà gestito dal punto di vista sanitario il Circus che porterà a Imola svariate centinaia solo di addetti ai lavori provenienti da altri paesi? «Ogni federazione sportiva ha i propri protocolli –spiega ancora una volta il direttore del Dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl Gabriele Peroni –. Per ovvie ragioni ad atleti e team non si possono applicare le medesime norme che valgono per semplici cittadini che entrano da Paesi extra Schengen, perché vorrebbe dire per loro affrontare una quarantena. Quindi per piloti e team, così come è accaduto per i ciclisti, esiste un protocollo di tracciamento molto fitto fatto di tamponi prima dell’arrivo e durante la permanenza. Tutto il personale di gara sarà quindi confinato all’interno dell’autodromo in una sorta di zona rossa con confini ben delimitati fra paddock e pista dove non sarà consentito ad altri l’accesso se non a particolari personalità che però avranno dovuto accettare di essere sottoposte allo stesso percorso di tracciamento e tamponi». I tamponi del mondo della F1 sono gestiti quindi autonomia dallo stesso sistema Fia e vengono spediti per le analisi a un laboratorio tedesco. Se un caso di positività si dovesse verificare dentro l’autodromo, dove è stata creata un’area apposta di isolamento, scatterebbe quindi un trasferimento protetto del soggetto. Ma piloti, meccanici e il resto non resteranno confinati per tre giorni dentro l’autodromo, soggiorneranno negli alberghi della zona. «Se dovesse emergere un caso di positività fuori dall’autodromo, allora lì diventa di nostra competenza e scatta la procedura normale –spiega Peroni –. È successo ad esempio al Mondiale di Ciclismo per una atleta uzbeka e per il suo allenatore. Entrambi positivi al tampone sono rimasti in quarantena in albergo per 21 giorni e sono ripartiti solo di recente. Il tutto si somma alla normale predisposizione dei servizi sanitari di emergenza programmati per i protagonisti di questo sport che presenta anche altri rischi suoi propri e non certo legati al Covid, e per questo oggi viene inaugurato anche il nuovo centro medico di cui l’autodromo si è dotato. Ma tornando al virus, c’è poi da gestire anche la parte del pubblico. Un pubblico che sarà esiguo e pare ben al di sotto delle 13mila persone consentite in deroga ai Dpcm vigenti per ciascuna delle giornate. Pare infatti che le misure sanitarie fin qui siano state richieste per circa seimila persone. «Per il pubblico è stato predisposto un punto medico avanzato in prossimità dello stadio Romeo Galli – spiega Peroni –, per il resto vigono i protocolli di accoglienza che prevedono misurazione della febbre, distanziamento e il controllo sul corretto utilizzo della mascherina. Resterà poi il problema di vigilare affinché all’esterno delle aree a pagamento non si assembri altro pubblico o curiosi, a questo penseranno le forze dell’ordine, il tutto sempre nell’ottica principale di evitare assembramenti».

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