Imola, processo Bio-on al via. Si costituiscono nuove parti civili

Al via oggi a Bologna il processo Bio-on. Il 25 luglio scorso il giudice per le indagini preliminari Maria Cristina Sarli del Tribunale del capoluogo ha rinviato a giudizio il fondatore ed ex presidente dell’azienda di bioplastiche di Castel San Pietro, Marco Astorri, l’ex vicepresidente Guido Cicognani, l’ex presidente del collegio sindacale Gianfranco Capodaglio e i sei revisori dei conti Vittorio Agostini, Gianni Bendandi (dipendente di Pricewaterhouse Cooper), Pasquale Buonpensiere, Vittorio Folla, Gianni Lorenzoni e Giuseppe Magni.

Le accuse a loro carico, a vario titolo, sono quelle di bancarotta fraudolenta impropria e per distrazione, di manipolazione del mercato fra il 2018 e la dichiarazione del fallimento della Bio-on del 10 dicembre del 2019 (non luogo a procedere per intervenuta prescrizione, invece, per gli episodi a tutto il 2017), e di tentato ricorso abusivo al credito.

Fra gli episodi di manipolazione del mercato tuttora contestati, c’è anche l’annuncio dell’approvazione della Relazione semestrale consolidata al 30 giugno del 2019 attraverso un comunicato stampa del 30 settembre, in cui tutti gli imputati «riferivano falsamente di avere provveduto all’esecuzione di un impairment test sullo stabilimento di produzione di Castel San Pietro – si legge nella sentenza di rinvio a giudizio – che aveva escluso la necessità di procedere a svalutazioni della voce immobilizzazioni immateriali».

Ha patteggiato una pena di un anno e sei mesi, invece, il revisore dei conti Alberto Rosa, dipendente di Ernest & Young, aprendo di fatto la possibilità di una causa anche sul versante civile.

Nuove parti civili

Sono poco più di 1.600, a fronte dei circa 30 mila azionisti di Bio On, le persone e le società che si sono già costituiti parte civile, fra cui un commerciante di Imola difeso dall’avvocata Giovanna Cappello e una privata cittadina anch’essa imolese assistita dall’avvocato Pier Francesco Maria Cenni.

Diversi legali, però, hanno dichiarato di aver ricevuto ulteriori richieste di costituzione di parte civile fra il rinvio a giudizio e l’udienza di oggi, che per gli azionisti truffati rappresenta l’ultima possibilità per inserirsi nel procedimento giudiziario.

Il 28 febbraio, invece, lo stesso Gip aveva stabilito l’esclusione delle associazioni Adusbef, Assoconsum, Codacons e Siti-Sindacato italiano per la tutela dell’investimento e del risparmio, in quanto «per taluni enti esponenziali la tutela dei singoli investitori (…) non è l’unico o prevalente obiettivo», così come delle costituzioni di parti civili nei confronti di Bio-on.

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