In occasione della mostra “Hidden identities. Identità nascoste: sulle orme dei cripto-giudei”, al Museo Ebraico di Bologna da ieri al 10 gennaio 2021, la Biblioteca Comunale di Imola concede in prestito una preziosa Bibbia ebraica miniata, prodotta a Toledo verso la metà del Quattrocento. Un pezzo unico dal valore inestimabile, la cui polizza assicurativa è stata fissata a ben 600mila euro. «La storia del manoscritto, giunto in Italia tramite ebrei espulsi dalla Spagna nel 1492 e attestato in biblioteca almeno dal 1798, è documentata da una serie molto ampia di note presenti sul codice che vanno dal 1493 – primo atto di vendita della Bibbia a Napoli – al 1760, con le ultime annotazioni della famiglia Da Fano di Ferrara, che conservò il codice per circa 200 anni. Una vicenda avvolta da un incredibile fascino, diffusa nelle storie del patrimonio librario ebraico, che non fu meno errante del popolo che lo produsse», si legge in una nota della biblioteca.

La mostra organizzata dal Museo Ebraico racconta la storia dei “conversos”, gli ebrei convertiti della penisola iberica. Conversos, anusim, cripto-giudei, nuovi cristiani e altri titoli si riferiscono a uomini e donne del XV secolo e a coloro che hanno vissuto come cristiani in pubblico e hanno continuato a osservare segretamente il giudaismo nella privacy delle loro case, sviluppando costumi unici che sono durati per generazioni. «La biblioteca conserva, oltre alla preziosa Bibbia ebraica, anche alcuni frammenti di codici utilizzati come legature. Smembrati dai codici originali e finiti a fare da copertine a registri e libri dell’Archivio Storico, sono stati individuati dopo un accurato lavoro di censimento. Queste testimonianze di grande interesse sono state studiate in particolare da Mauro Perani, già professore ordinario di Ebraico al Dipartimento di Beni culturali dell’Università di Bologna».

La legatura della Bibbia conservata a Imola, molto antica, costituisce un elemento d’importanza decisiva per la sua datazione, poiché «è identica alla legatura di quella copiata a Toledo nel 1481, portata in Italia da un esule nel 1492 e ora conservata alla Biblioteca Universitaria di Genova. Anche le decorazioni di queste due Bibbie presentano delle somiglianze, ma nel codice di Imola esse sono da attribuirsi ad artisti diversi. Un primo miniatore, che decora gli incipit dei cinque libri della Torah, mostra una certa preferenza per le decorazioni marginali fantastiche e per degli splendidi bordi fioriti a colori accesi, animati da uccelli, animali, putti, giullari, centauri. È un gusto quattrocentesco molto raffinato che lascia trasparire influenze fiamminghe. Il grande candelabro a sette bracci e gli altari del sacrificio richiamano gli stilemi tipici dell’arte spagnola. Un altro miniatore invece ha decorato in vivaci colori e oro le incorniciature a bifora delle pagine iniziali e finali, caratterizzate da un gusto rinascimentale».

È stata in augurata ieri la mostra “Hidden identities. Identità nascoste: sulle orme dei cripto-giudei” al Museo Ebraico di Bologna. La mostra esplora la lunga storia degli ebrei nella Penisola Iberica, dai primi anni dell’Impero romano, attraverso il medioevo e la fiorente età d’oro che vide un notevole sviluppo della cultura e dell’economia ebraica in Spagna, fino al dramma dell’espulsione, delle fughe e delle conversioni forzate, da cui origina la storia dei cripto-giudei.

Oltre ad alcuni focus sulla presenza e sull’influsso della cultura sefardita nel territorio emiliano-romagnolo, sono esposti alcuni importanti manoscritti provenienti dalla Biblioteca Universitaria di Bologna e dalla Biblioteca Comunale di Imola: in particolare, la preziosa Bibbia ebraica miniata di Imola, prodotta a Toledo circa nel 1480 e portata in Italia da un profugo sefardita fuggito dalla Spagna, e la Bibla en lengua española nell’edizione del 1553 di Duarte Pinel, converso portoghese che si rifugiò a Ferrara.

L’inaugurazione è stata trasmessa in diretta streaming anche sul sito www.museoebraicobo.it, e fino al 10 gennaio 2021 gli orari di visita saranno dalle 10 alle 17.30 di domenica, martedì e giovedì. Il biglietto intero costa 7 euro, mentre il ridotto 5 euro, per studenti, over 65 e possessori della Card Musei Metropolitani di Bologna.

Info: 051 2911280

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