Imola, presentata la nuova stagione di prosa che partirà a gennaio

IMOLA. Finalmente a teatro al cento per cento, con mascherina e green pass, con una stagione che per la prima volta parte a gennaio e arriva a settembre. Otto spettacoli, più uno fuori cartellone a Capodanno “Se devi dire una bugia dilla grossa”, è il nuovo cartellone di prosa dell’Ebe Stignani di Imola che recupera alcuni titoli della stagione andata perduta causa pandemia e ne introduce di nuovi. Dal 4 al 9 gennaio ad aprire sarà il Re Lear di Glauco Mauri e Roberto Sturno. Tornano poi sul palcoscenico di casa Enzo Vetrano e Stefano Randisi con “Riccardo 3”, in questo caso solo ispirato alla tragedia di Shakespeare, dal 19 al 23 gennaio. A febbraio, dal 9 al 13, lo spettacolo sarà la trasposizione teatrale di “Mine vaganti” ad opera dello stesso regista Ferzan Ozpetek, con Francesco Pannofino, Iaia Forte e Simona Marchini. Il Don Chisciotte con Alessio Boni arriverà dall’1 al 6 marzo. A firmare “Il grande silenzio” è Alessandro Gassmann, in scena ci saranno Massimiliano Gallo e Stefania Rocca, dal 16 al 20 marzo. Manola un classico di Margaret Mazzantini, lo portano in scena Nancy Brilli e Chiara Noschese dal 6 al 10 aprile. Sono new entry anche gli ultimi due spettacoli: “L’attimo fuggente” con Ettore Bassi dal 27 aprile al primo maggio e, dopo il fermo estivo, dal 14 al 18 settembre “Un’ultima cosa” di e con Concita De Gregorio e la musica dal vivo di Erica Mou. “Otto spettacoli che mai come stavolta sono stati scelti e programmati con entusiasmo e partecipazione, sull’onda del desiderio di tornare al lavoro per offrire a tutta la cittadinanza momenti di intrattenimento di alta qualità. Godere dell’incanto del Teatro come stimolo alla rinascita, attraverso l’evasione e il divertimento ma anche attraverso la riflessione e le suggestioni che i grandi testi drammatici ci offrono. Don Chisciotte, immagine simbolo di questa nuova stagione, ci invita a sfidare il futuro con coraggio e un pizzico di lucida follia”, dicono l’assessore alla cultura Giacomo Gambi e il direttore del Teatro Luca Rebeggiani.

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