IMOLA. Non è stato facile stabilire di chi fosse la competenza per la manutenzione di quell’area verde fra i palazzi del quartiere Pedagna, all’altezza della pizzeria Toro Loco e sul retro della stessa. Ma alla fine il giudice ha stabilito che a risarcire la donna che mettendo un piede in fallo sprofondando in una buca fonda addirittura 35 centimetri dovrà essere il Comune di Imola.
Il fatto
L’episodio risale al settembre di 3 anni fa, nel 2017. La donna sulla cinquantina camminava nell’area verde intorno alle 22 e, a causa anche della scarsa illuminazione, non si avvedeva della buca in mezzo al prato, non segnalata, e anzi resa poco visibile anche dalla vegetazione alta che le era cresciuta intorno, una buca larga 30 centimetri e profonda 35. Nella caduta, la donna aveva riportato una dolorosa distorsione tibio tarsica a un piede, e come conseguenza l’impossibilità temporanea di camminare e quindi di lavorare per 72 giorni. L’avvocato imolese Marco Minoccari che patrocinava la vittima della caduta è riuscito a confutare le ragioni della difesa della allora sindaca che ha sostenuto il processo, assistita dagli avvocati Silvia Traverso del Foro di Livorno e Federico Russo di Firenze, che sostenevano non fosse nella cura del Comune la manutenzione di quell’area, invocando una convenzione del 1977 fra il Comune stesso e una coop edificatrice che in quegli anni costruì i palazzi della zona. Le ricerche catastali hanno però evidenziato come quell’area risulti intestata al Comune e non a soggetti terzi e privati come la difesa stessa del Comune sosteneva, peraltro senza indicare esattamente chi dovessero essere i costruttori in questione. La difesa del Comune aveva sostenuto, poi, che lo stesso orario in cui la donna passeggiava, le 22, potevano essere un momento potenzialmente pericoloso, così come il fatto che, non abitando distante, lei avrebbe dovuto conoscere la zona. Tutte posizioni rigettate dal giudice che invece ha accolto le tesi della proponente il ricorso. «La cosa che genera perplessità, dopo aver affrontato questo caso, è che il Comune, potrebbe non avere contezza esatta anche di altre aree che gli competono per la manutenzione e di cui ha responsabilità» ha sottolineato, riflettendo in generale prendendo spunto dal caso, l’avvocato Marco Minoccari.
La sentenza
Il giudice del tribunale di Bologna nei giorni scorsi è arrivato quindi alla conclusione che a risarcire la donna finita nella buca dovrà essere il Comune di Imola, corrispondendo alla signora 18.966,40 euro a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale patito per effetto del sinistro, importo che comprende le spese mediche per 1.189 euro. Inoltre il Comune dovrà coprire le spese processuali pari a 7.250 euro e le spese delle consulenze tecniche documentate. La sentenza pubblicata pochi giorni fa non è ancora passata in giudicato, nel caso il Comune potrebbe decidere di ricorrere in appello entro i trenta giorni dalla notifica della stessa.

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