IMOLA. Un curriculum poliedrico che nella vita professionale l’ha fatta spaziare dalla farmacia, in cui è laureata, al giornalismo. Elena Penazzi, classe 1974, è la nuova assessora ad autodromo, turismo, grandi eventi, servizi al cittadino comunicazione, e-governement e servizi informativi, nonché politiche comunitarie. Di sé dice di «essere una tecnica e non una politica». La sua candidatura nella lista del sindaco Marco Panieri “Imola corre” è stata la sua prima esperienza in tal senso. «Sento dire dalle opposizioni che in giunta sono tutti nomi vecchi, ma io non sono il carrozzone, non sono nemmeno un politico, mi hanno sempre chiesto di entrare nel sindacato della mia professione e ho sempre evitato anche quello. Sono per il fare, non per scaldare una poltrona».
Ora però sulla poltrona c’è arrivata. Come si muoverà da tecnica?
«L’unica cosa che posso dare alla città è quello che ho dimostrato nel mio lavoro: fare qualcosa di concreto e in questo caso smuovere quei freni che volente o nolente la città di Imola ha tenuto tirati negli ultimi anni. Quindi essere al servizio degli altri, con cooperazione, coordinazione, nella stessa direzione per il bene comune».
Le sue competenze professionali sono diverse. Come si combina il suo curriculum con queste deleghe, a cominciare dall’autodromo?
«Io vivo l’autodromo da quando ero piccolissima, ho un affetto particolare che mi deriva da mio padre, grande appassionato di automobilismo. A 16 anni ho cominciato a lavorare in autodromo a Imola, ma presto anche in altre realtà. A 16 anni facevo la hostess nel paddock club poi sono diventata capo hostess e nel 1996 ho iniziato a lavorare prima per il Motomondiale con Renata Nosetto ero la sua assistente ufficio stampa a Imola e Mugello e dal 1997 ho lavorato con Gianni Berti e Sandra Strazzari per l’ufficio stampa della Formula 1 a Imola e Misano. Può contare o no, di certo devo imparare tanto e ora in questa posizione è come se non sapessi niente, ma voglio imparare tutto. Nella vita volevo diventare giornalista e dissi a mio padre, da appena laureata, che non sarei andata a lavorare nella sua farmacia, poi è andata diversamente. Sono però anche pubblicista, non posso esser iscritta a due ordini professionali, e scrivo comunque tanto nel mio settore nell’ambito del quale insegno comunicazione all’Università di Ferrara».
Ora rientra in autodromo da assessora l’anno in cui torna la Formula 1. Un bel colpo.
«È una cosa incredibile, un’emozione pazzesca. Penso che i grandi impianti sportivi come il nostro autodromo vadano valorizzati, lo hanno fatto anche gli stadi in tutta Europa proponendo iniziative diverse da quello per cui nascono, lo ha fatto anche al Dall’Ara di Bologna».
Il sindaco Panieri in campagna elettorale ha detto di voler illuminare l’autodromo di sera. Lo farete, quando? Per fare cosa?
«Ha un senso preciso questa proposta nell’ambito della scelta di polifunzionalità, per eventi extra autodromo. A causa del Covid ora camminiamo sulle uova e non sappiamo cosa succederà neanche l’anno prossimo. Dobbiamo aspettare per capire la capienza dei grandi eventi che al momento sono tutti confermati, ma il Covid ci permetterà di farli? Lo speriamo tutti, però ora non possiamo spingerci oltre a programmare».
Ci sono però note positive, oltre al Gran Premio imminente. L’imolese Stefano Domenicali dal 2021 sarà presidente e amministratore delegato della Liberty Media, che gestisce la Formula 1 oggi. Immagino che se lo aspetterà anche lui che vi sentiate in merito al futuro della F1 a Imola.
«Stefano è un caro amico della città di Imola, in tanti abbiamo avuto modo di apprezzare il suo modo di lavorare quando lo incontravamo per la città o in autodromo. Il circo della Formula 1 è mondiale e lui avrà responsabilità a quel livello. Diciamo che Imola ha una storia talmente bella e importante che lui conosce bene e quindi viene la voglia di lavorare insieme a lui per progettare una Formula 1 presente stabilmente a Imola. Aspettiamo di vivere la prossima tappa, non gli stiamo col fiato sul collo, anche se ci siamo già incontrati il 9 ottobre alla presentazione del libro di Renata Nosetto. In quell’occasione ha detto pubblicamente che quello che lui è oggi dipende dalla sua gioventù nel paddock di Imola, sappiamo che a Imola ci tiene. Ora vediamo che c’è un presidente della Regione che ci crede, dobbiamo riallacciare i rapporti con l’Aci, poi c’è anche Stefano Domenicali. Insomma gli ingredienti per sperare a una presenza fissa della Formula 1 a Imola, anche in alternanza con altri autodromo italiani, sembra esserci».
Nelle vostre linee programmatiche c’è l’idea di candidare Imola e il suo autodromo come sede di riferimento della Motor valley. Come?
«Ora il progetto Motor valley racchiude in sé strutture ed aziende della regione che hanno a che fare coi motori da Ducati a Ferrari, Lamborghini ma anche i territori ad esempio con i diversi autodromi. Di diritto Imola può e deve rientrare in tutte le attività che riguardano questo contenitore, cosa che finora non è avvenuta. Alla fiera TTG di Rimini Bonaccini, Malagò e Cassani hanno auspicato che la Formula 1 resti a Imola e che anche altri eventi possano comprendere Imola. Non dico che Imola debba mettersi al centro con una sede fisica, può essere anche una sede dinamica, ma dobbiamo fare parte attivamente di questo progetto».
C’è anche una fetta di città che l’autodromo però lo vive con difficoltà per via del rumore.
«Dopo la Formula 1 si avvierà il cantiere alla Variante alta per le barriere antirumore e credo che sia già un segnale di ascolto nei confronti dei comitati dei cittadini. Sempre dopo la Formula 1, uno dei primi incontri sarà coi comitati, e anche qui sono ottimista. Io sono una figura nuova che si interfaccia con loro, il mio interesse è quello di relazionarmi sia con i comitati che con gli operatori economici e capire da entrambi le posizioni e quando ove possibile di ripartire per trovare le soluzioni. I comitati hanno commentato il Mondiale del ciclismo dicendo che “ha fatto rumore senza fare rumore”, è una frase che mi è piaciuta molto e che è di stimolo per il futuro».
Formula 1 a parte, il museo dell’autodromo, ancora vuoto, aldilà delle incertezze per il Covid, state già pensando cosa farne?
«È stato rescisso nei mesi scorsi il contratto con la società che lo gestiva. È certamente uno spazio che insieme a Con.Ami occorre valutare come gestire al meglio, l’idea di avere un’esposizione stabile aperta fruibile dai turisti è un tema da valutare».
In effetti quello è lo spazio che garantirebbe una fruizione continua dell’impianto, quella è una meta obbligata per chi viene a Imola, ma oggi lo trova chiuso.
«Ora ci siamo concentrando sulla Formula 1, e in un anno come il 2020 è già un sogno portare a casa due grandi eventi come Mondiale ciclismo e Formula uno, è una fortuna nella sfortuna. Ma non è solo questione di dea bendata, Imola ha la capacità organizzativa e le strutture per fare grandi eventi, quindi se ci hanno scelto per la F1 è perché abbiamo un circuito omologato, se ci hanno chiesto il Mondiale di ciclismo è perché Imola ha le persone con la capacità di farlo in venti giorni. Ma la visione di un autodromo vivo comprende anche il museo. Contatti ce ne sono».
Parliamo di turismo l’altra sua delega.
«Intanto facciamo vivere la città con tanti piccoli eventi. Il Covid ha dimostrato che i viaggi brevi degli italiani saranno sempre più favoriti. Il nostro turismo locale può essere molto appetibile, per enogastronomia e sostenibilità. Uno degli obiettivi è la “bike valley”».
Tutto ciò, e molto altro, dovrà essere comunicato e lei si occuperà anche di questo. Come?
«Dando un’ organicità a tutto quello che avviene in città veicolandolo all’esterno. Imola è rimasta molto chiusa ultimamente, ora deve aprirsi. Questo avverrà utilizzando le strutture e le professionalità che ci sono in Comune e sono molte. C’è la possibilità di avere ottimi risultati anche solo organizzando meglio».

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