Imola, Palazzo di Varignana guarda al futuro: nel 2023 il frantoio

Ogni anno l’impresa di accoglienza e agricoltura di Carlo Gherardi, già fondatore di Crif, si arricchisce di un nuovo progetto. Palazzo di Varignana infatti continua a crescere e se il 2021 è stato contrassegnato dall’avvio della nuova cantina, il 2022 dell’apertura del ristorante di fine dining Il Grifone e dal restauro della sesta villa con vista sulla grande tenuta, il 2023 sarà finalmente l’anno del frantoio che dovrebbe essere pronto ad agosto in vista della molitura della prossima campagna olearia. È stato annunciato ieri in occasione della presentazione delle nuove annate degli oli extra vergini di oliva, frutto di 200 ettari di oliveto che oggi conta ben 150mila piante a frutto.

L’azienda agricola legata al resort di lusso sulle colline castellane non si è fermata un attimo dal 2015, e in questi anni ha rimodellato il paesaggio naturale di una porzione di territorio da tempo lasciata in larga parte all’abbandono, mettendolo in sicurezza dal punto di vista idrogeologico e potenziando la biodiversità. Dopo essere partiti puntando al recupero dell’ulivo, che in queste terre aveva radici secolari, oggi le terre di Palazzo di Varignana producono la gran parte degli alimenti impiegati nei tre ristoranti del resort (oltre che nei trattamenti della Spa) grazie alla coltivazione di oltre 500 ettari di terreni.

All’ulivo si aggiungono infatti oggi 50 ettari di vigneto, 3000 metri di orto, un ettaro di mandorleto, un fragoleto, un frutteto di mele, pere, albicocche, ciliegie, nocciole, inoltre 4000 metri coltivati a bacche di goji, un orto terrazzato con 42 diverse erbe aromatiche e una produzione di zafferano. «Ogni parte del resort diffuso vive a contatto stretto con il paesaggio e la natura che le è stata progettata intorno, con l’obiettivo di fare sperimentare anche agli ospiti questo connubio sostanziale», spiega il paesaggista che ha curato la progettazione del verde di Palazzo di Varignana, Sandro Ricci.

Adotta un ulivo

Mentre in questo week end si moltiplicano le occasioni di degustazione dell’olio nuovo (sul sito www.palazzodivarignana.com/esperienze/ le modalità per prenotare il proprio spazio di degustazione oggi che è la Giornata dell’ulivo e anche domani), è stato lanciato il progetto “Adotta un ulivo”, che viene proposto anche come idea regalo. Le opzioni di adozione, della durata di cinque anni variano dai 70 ai 500 euro, in base al pacchetto scelto si può avere la bag da tre litri dell’olio extra vergine delle cultivar Frantoio, Leccino e Nostrana, uno sconto del 10% sull’olio nuovo per cinque anni, l’acquisto a condizioni speciali delle edizioni limitate degli oli monocultivar. L’ulivo recherà una targa con il nome di chi lo ha adottato che potrà seguirne la crescita e la produzione tramite gli aggiornamenti sul “passaporto di Varignana” (l’adozione si può fare inviando una mail a food@palazzodivarignana.com).

La campagna olearia 2022

Sono cinque gli oli di Palazzo di Varignana. Tre monocultivar, Claterna da olive Ghiacciola, Vargnano da Nostrana di Brisighella, Stiffonte da olive Correggiolo e due blend Blu e Verde. «In Emilia-Romagna come in tutta Italia si è registrata un’annata olearia 2022 particolarmente complessa a causa della forte siccità dei mesi primaverili ed estivi. Le piogge di fine estate hanno sicuramente riequilibrato le olive, che hanno compiuto una maturazione regolare permettendo la realizzazione di oli dalle caratteristiche organolettiche ottimali e dalle profumazioni vivaci. La raccolta ha avuto inizio con le varietà più precoci come la Nostrana di Brisighella per poi proseguire con le cultivar della Ghiacciola e del Correggiolo – spiega Aleandro Ottanelli, Oleologo di Palazzo di Varignana – anche quest’anno abbiamo optato per la molitura delle olive entro sei ore dal raccolto, che permette di creare un olio dalla grande complessità che si contraddistingue per la perfetta armonia di sapori e per le bassissime note di acidità».

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