Imola, oltre 2 milioni e mezzo di euro di multe non pagate nel 2018

Oltre due milioni e mezzo di contravvenzioni per violazioni al codice della strada mai pagate. La cifra ammonta a più del 50% del totale delle sanzioni amministrative verbalizzate dalla polizia locale di Imola nel solo 2018. Si tratta di 17.927 verbali lasciati sui parabrezza o compilati nel corso di accertamenti su strada, che non sono stati pagati nemmeno dopo i diversi livelli di sollecito e che adesso verranno richiesti perentoriamente direttamente all’Agenzia delle entrate che emetterà le cartelle imponendo il pagamento, con ulteriori more.

La procedura

La determina comunale è appena stata firmata dal comandante e responsabile del servizio di polizia locale Daniele Brighi che spiega: «È un ammontare nella norma degli ultimi anni – spiega il comandante –. Un insoluto in effetti di peso se si considera che equivale a oltre il 50% di quanto verbalizzato». Nel mucchio ci sono sanzioni un po’ di ogni tipo. «Ci sono raramente quelle per il divieto di sosta, quelle in genere vengono saldate, ma sono i verbali con multe più salate che restano insoluti –spiega ancora Brighi –. Per fare un esempio, la contravvenzione per la mancata copertura assicurativa, un fenomeno che abbiamo visto crescere negli ultimi anni e che comporta anche un effettivo pericolo. In questo caso si parte dai 900 euro; poi ci sono tutte le sanzioni che riguardano in particolare il mondo dell’autotrasporto. Ecco, in questi casi, incassare diventa più problematico e capita spesso che anche al secondo richiamo le persone non si ravvedano e la pratica resti insoluta e vada avanti».

Già previsti dal bilancio

Per le casse comunali ovviamente sono soldi cash che non entrano e che vanno a scombussolare le previsioni di bilancio, fra l’altro dal 2019 in poi segnate anche dal lockdown e conseguente calo di sanzioni, perché è evidente che se le persone sono state costrette a rimanere a casa, almeno non sono state commesse infrazioni al codice.

«Siamo un po’ in ritardo sui tempi normali di riscossione –ammette Brighi –, per questo oltre ad avviare il procedimento per questo recupero da 2 milioni e 513mila euro, stimo anche calcolando l’ammanco riferito al 2019, per avviare le procedure di incasso tramite cartelle esattoriali a inizio anno nuovo per l’annata 2019».

Un passaggio ovviamente dovuto, dal momento che la somma compare nei bilanci di previsione delle rispettive annate di esercizio.

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