IMOLA. Purtroppo i dati divulgati ieri dall’Ausl di Imola non rincuorano. Su 457 tamponi refertati sono risultati 44 i casi di positività registrati ieri, un nuovo record negativo, che fin qui si era fermato a 40 casi al giorno una settimana e mezzo fa. Quattro invece le guarigioni. Fra i positivi ci sono anche due persone che operano al commissariato di polizia di Imola. I positivi tracciati ieri sono: 33 persone di Imola, 5 di Castel San Pietro, 2 di Mordano, 2 di Medicina, 1 di Castel Guelfo, 1 di Casalfiumanese; 29 sono i soggetti sintomatici mentre 15 non mostrano sintomi, 11 sono state rilevate attraverso contact tracing e uno per screening sierologico. Di tutti questi, 15 persone erano già in isolamento al momento del tampone e 11 sono collegabili a focolai già accertati. Salgono a 987 i casi totali e 381 gli attivi. Sono 12 le persone ricoverate al Santa Maria della Scaletta, il che vuol dire che il reparto Covid riattivato e finora allestito con 14 posti letto si sta di nuovo riempiendo, mentre rimangono 4 quelle ricoverate in terapia intensiva a Bologna.
Covid a scuola
In aggiunta ai 44, anche nella giornata di ieri sono stati registrati nuovi casi di positività a scuola: 7 nuovi soggetti positivi. Sono 5 gli Istituti coinvolti: la primaria San Giovanni Bosco dove una classe è stata isolata in seguito alla positività di uno studente asintomatico, tracciato grazie al contact tracing in contesto familiare. Lo studente è residente fuori dall’Ausl e il suo ultimo giorno di frequenza è stato il 22 ottobre scorso. Nello stesso istituto, ma fra le classi delle medie, positivo uno studente sintomatico, anche in questo caso contatto stretto di caso familiare e residente fuori Ausl, che ha frequentato la scuola fino al 22 ottobre. I compagni sono stati considerati contatti occasionali e sarà loro effettuato un tampone a scopo cautelativo.
Alla primaria Ponticelli di Imola positivo un alunno sintomatico, che ha frequentato fino al 16 ottobre scorso.
Dall’ indagine epidemiologica non è emersa la necessità di prendere provvedimenti, mentre alla primaria Rubri sono ben 3 gli studenti, di cui 2 sintomatici e 1 asintomatico, risultati positivi. Si tratta di casi secondari, già in isolamento col resto della classe per la quale sarà prolungato l’isolamento. All’istituto Cassianoregistrata la positività di uno studente sintomatico che ha frequentato fino al 15 ottobre. Anche in questo caso si tratta di un caso secondario, già in isolamento col resto della classe, on è stato necessario prendere ulteriori provvedimenti.
“Salvate la scuola”
Della scuola si diramano di norma solo i bollettini, che spesso coinvolgono studenti provenienti da fuori territorio Ausl e che quindi spesso si muovono sui mezzi pubblici, ma la complessità della situazione va ben oltre i semplici numeri. La Flc Cgil e la Cgil di Imola si dicono preoccupate per quello che sta accadendo nelle scuole della nostra Regione e del territorio e si sarebbero aspettate una presa di posizione dai dirigenti che invece non c’è stata. «Certo ci troviamo in una condizione di recrudescenza del contagio e comprendiamo bene la necessità di avere il massimo senso di responsabilità in questa grave situazione – dicono Davide Baroncini e Mirella Collina –. Tuttavia la scuola in questi mesi ha dato prova di affidabilità e di massima attenzione al rispetto delle regole previste, proprio perché ogni suo componente è ben conscio del ruolo fondamentale che essa riveste per la crescita e l’istruzione dei nostri figli. Oggi la scuola è uno dei luoghi più sicuri, viste le rigorose procedure adottate, seguite scrupolosamente dal personale e dagli studenti, pertanto non possono essere scaricate su di essa le motivazioni dell’aumento del contagio che risiede in ben altre cause: trasporti, blandi controlli sugli assembramenti, non rispetto del distanziamento e uso delle mascherine, mancato tracciamento. Chiediamo, quindi, che si ripensi alla misura introdotta nel Dpcm sulla didattica a distanza, questa modalità deve essere solo uno strumento per casi estremi, non può essere una scusa per giustificare quanto non è stato fatto finora. Siamo di fronte a un abisso pedagogico, la scuola non può chiudere, perché la scuola si fa in presenza, se la obbligate alla chiusura almeno che questo sia utile a organizzare prontamente ciò che finora non è stato adempiuto». Alla riunione del Tavolo di monitoraggio sulle scuole del territorio, che si è svolta il 27 ottobre in videoconferenza, sono emerse diverse criticità negli istituti comprensivi causate dell’impossibilità di reperire personale docente dalle graduatorie esistenti, per sostituire il personale assente per malattie o quarantena. Allo stesso modo pesa la carenza di personale Ata. «Come Flc e Cgil chiediamo che l’Ufficio scolastico territoriale e regionale si facciano carico di queste problematica e intervengano per evitare che siano gli studenti a pagare i ritardi e le inadempienze delle istituzioni» concludono i sindacati.

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