Imola, nuovi focolai a scuola. Vaccini per gli under 12

Il virus non demorde, mutando si è fatto più aggressivo e contagioso, colpisce di più anche i più piccoli, inoltre rispetto a un anno fa tutti possiamo muoverci molto di più. Ma anche il quadro della pandemia è mutato nella descrizione che ne fa il direttore generale dell’Ausl di Imola che, dati alla mano, nell’ennesimo report settimanale analizzato nel dettaglio nella commissione sanità di ieri è partito proprio dal confronto fra quello che accade oggi e dicembre 2020.

Un inverno fa

Nel dicembre 2020 l’Ausl di Imola registrava 23 morti questa stessa settimana, 13 quella prima e 28 quella successiva. Il virus uccide ancora, la scorsa settimana dopo molto tempo c’è stata ancora un anziano deceduto; in tutto sono 355 le vittime della pandemia sul territorio. I ricoverati erano 14 in terapia intensiva, oggi sono 4. Sono 27 in reparti ordinari, un anno fa erano oltre il triplo. E, appunto non è che il virus abbia mollato. Anzi. «Oggi il virus è più aggressivo – spiega il dottor Andrea Rossi –. Non abbiamo registrato casi di varianti Omicron sul nostro territorio, ma la Delta ci basta e avanza. Eppure gli effetti come è evidente non sono gli stessi, il numero di decessi in primis e anche il carico sanitario in riduzione: i casi attivi sono 722 (-42), i ricoveri ordinari 27, 5 in meno rispetto alla scorsa settimana e 4 stabili in terapia intensiva. Quello che ha cambiato tutto è il vaccino».

Vaccino protettore

L’effetto protettivo del vaccino secondo il direttore dell’Ausl è evidente e ancora una volta chiama a sé i numeri. «Non va preso il numero assoluto dei ricoverati vaccinati e non, ma il rapporto con la fetta di popolazione di riferimento. Mi spiego: su 107.762 vaccinati oggi le persone in terapia intensiva sono 2, 20 quelle ricoverate in reparto ordinario, 184 quelle attualmente positive e sintomatiche, 191 quelle positive asintomatiche. Su una popolazione di non vaccinati di 25.616 persone, i ricoverati in terapia intensiva sono sempre 2, 7 quelli ricoverati in reparto ordinario, 150 asintomatici, 167 sintomatici. È evidente che per chi non è vaccinato il rischio di finire in terapia intensiva è più di 4 volte superiore, tre volte superiore quello di prendersi il Covid. Nonostante poi il confronto sia fra due popolazioni non omogenee: più giovane e sana quella dei non vaccinati, visto che comprendente tutti gli under 12, più fragile, anziana e gravata da malattie quella dei vaccinati».

Focolai a scuole e nuovi protocolli

Restano le scuole il nodo cruciale e ora l’attenzione si sposta ancora sulla fascia di popolazione dei più giovani che l’Ausl di Imola si prepara a vaccinare. Sono 98 i nuovi casi nell’ultima settimana (il 28% del totale; 4 in nidi, 20 in materne, 43 in primarie, 23 in medie e 8 in superiori). Le classi in quarantena sono 18, 6 in più e 29 classi sospese in attesa doppio test. Diciotto dunque i focolai: media Aldo Moro e materna Don Bosco. «Il fatto è che così non va la Regione sta discutendo e noi abbiamo avanzato la nostra proposta: bisogna semplificare le procedure e passare subito agli isolamenti senza procrastinare sospensioni per poi arrivare comunque alle quarantene ma dopo aver perso due settimane e atteso tre tamponi per ogni ragazzo, ai bambini sta venendo al fobia dei tamponi! –incalza Rossi –. Oggi se c’è un positivo nel 50% non resterà un caso isolato, però si sospende solo l’attività didattica in attesa dei tamponi poi si fanno rientrare dopo cinque giorni e appunto finisce spesso che poi si ammalano e si arriva alla quarantena dopo aver perso molto tempo. Sospensione vuol dire che per i bambini non si attiva la dad ma nel contempo possono anche andare ovunque a nuoto al catechismo, in giro, dai nonni, i genitori non hanno diritto ai permessi non essendoci un atto di sanità pubblica. Così si scontenta tutti e non si argina il contagio. Evitiamo un falso atteggiamento buonista rispetto al fatto che non vogliamo la dad, se serve facciamola e facciamone operò meno possibile senza perdere altro tempo, scegliendo subito l’isolamento».

A questo punto l’obiettivo dell’Ausl è uno: potenziare ulteriormente la campagna vaccinale. Oggi si è raggiunto il 91% di copertura sulla popolazione vaccinabile (113mila persone), percentuale che scende all’81% se si considera l’intera popolazione del territorio (133mila persone). L’obiettivo dichiarato dell’azienda sanitaria è dunque portare a casa tutti i vaccinabili possibile, e dal 16 dicembre anche i bambini da 5 a 11 anni. «Una popolazione di 8.469 bimbi – dice Andrea Rossi –, ma non ci aspettiamo una adesione superiore al 50%. Ci saranno molte esitazioni, ma ci sono anche genitori che ce lo chiedono già». Per i bambini ci saranno le dosi di Pfizer adattato all’età pediatrica (circa un terzo della normale dose) e sarà attivato un percorso differenziato e un luogo ad hoc, è al vaglio anche un accordo con i pediatri di base. Le prenotazioni apriranno il 13 dicembre. L’AziendaUslsta inoltre potenziando le disponibilità di appuntamenti per tutte le altre categorie di persone, e si appresta ad aprire, il 15, un nuovo punto vaccinale al padiglione 12 dell’Area Ex Lolli, che in una prima fase eseguirà circa 250 vaccinazioni al giorno, con apertura dalle 8 alle 13 dal lunedì al sabato. Le nuove agende saranno disponibili nei prossimi giorni con appuntamenti a partire dalla seconda metà del mese di dicembre. «Nella settimana fra il 20 e 27 dicembre dovremmo essere in condizioni di allargare anche al contributo dei medici di medicina generale per vaccinare laddove non ci sono hub vaccinali, come nel quartiere Pedagna, o nelle medicine di gruppo a Toscanella e Borgo Tossignano», h aggiunto il direttore generale Rossi.

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