Imola, nuova caserma dei vigili del fuoco investimento da 7 milioni

La firma è arrivata. Nella mattinata di ieri nel piazzale della caserma di via Manfredi, è stato sottoscritto l’accordo tra Comune, Curia, Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e Vigili del fuoco, per la realizzazione della nuova struttura che ospiterà il prossimo distaccamento imolese. Un primo passo operativo e concreto che porterà nell’arco di alcuni anni, presumibilmente non prima del 2025, alla conclusione dei lavori per la costruzione della nuova sede dei Vigili del fuoco. Dopo quasi un ventennio di rinvii, progetti finiti male, come quello ipotizzato su via Lasie/Correcchio, oggi finalmente arriva la risposta attesa, a cominciare dagli stessi operatori, e dalla comunità imolese.

Lavori per 7 milioni di euro

La nuova caserma, che sorgerà in via Bel Poggio, dopo l’ospedale nuovo, in un’area di proprietà del Seminario Diocesano, è stata acquistata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e messa a disposizione per la costruzione dell’edificio. «Per Michele De Vincentis, direttore regionale dei Vigili del fuoco «finalmente daremo una risposta migliore al corpo attraverso la creazione di una struttura, in linea con gli stand contemporanei. Imola, assieme a Carpi e Cesena è uno dei più grandi della regione, con la presenza di circa 44 quattro operatori in servizio, e necessitava da tempo di una risposta logistica, strutturale e di collegamento migliore. Quella trovata soddisfa tutte queste necessità. Adesso – prosegue il direttore – partirà l’iter progettuale che crediamo si potrà concludere entro tre anni. La spesa, sostenuta dal ministero dell’interno, si dovrebbe aggirare tra i 6 e 7 milioni di euro». A questi vanno aggiunti i soldi serviti per l’acquisizione dell’area «alcune decine di migliaia di euro» spiega il presidente della Fondazione, Rodolfo Ortolani, e gli interventi per ridisegnare la viabilità in entrata e uscita dalla caserma, circa 300 mila euro.

Come sarà

La nuova caserma che si estenderebbe su una superficie di circa 7 mila metri quadrati «prevede – spiega il direttore De Vincentis – spazi molto più ampi e funzionali a quelli in dotazione oggi. È prevista quindi una dotazione minima di due mezzi di soccorso in uscita per ogni giorno e quindi ci sarà un’autorimessa e luoghi di servizio più grandi, con anche uno spazio di interfaccia tra il corpo e il pubblico per “ricevimento” pubblico per un contatto con la cittadinanza in termini di cultura della sicurezza e antincendio».

Questione viabilità

La questione legata alla riorganizzazione della viabilità e quindi della sicurezza che questa impennata di traffico che si riverserà sulla strada comporta, si parla di almeno tre servizi effettuati al giorno in media per un totale di un migliaio di interventi l’anno, è un altro capitolo importante della spesa. In questo ambito la competenza è comunale. «Per l’allargamento della strada di innesto alla nuova caserma – sottolinea il sindaco di Imola, Marco Panieri – sono previsti circa 300 mila euro di spesa. Si dovrà, appunto, rimettere mano alla strada esistente allargandola, con particolare attenzione per l’utenza debole, pedoni e bici in primis, visto che in quella zona ci sono anche gli orti per gli anziani, e si dovrà pensare di ammodernare il sistema semaforico presente sulla via Emilia rendendolo a chiamata da parte degli stessi Vigili del fuoco».

Lo spostamento della caserma in via Bel Poggio lascerà libero l’attuale spazio occupato nel centro cittadino. «È ancora prematuro adesso dire cosa avverrà e come si trasformerà l’area una volta trasferito il corpo dei vigili del fuoco – sottolinea il primo cittadino Panieri – ma già qualche idea è possibile individuarla. In primis essendo a pochi passi dal centro storico, dal teatro e dalle altre offerte culturali e ricreative del centro – prosegue – sicuramente l’area cortilizia esterna di via Manfredi si presta bene a ricavarne parcheggi. In senso generale comunque potrà essere a supporto a quelle che sono le attività del centro storico. Inoltre – aggiunge – l’immobile della caserma, che dovrà essere ristrutturato, si trova vicino alle case popolari che saranno ristrutturate e quindi potrebbe innescarsi un ragionamento simile. Ma è ancora troppo presto – conclude Panieri – per fare ipotesi certe sul futuro di un’area che comunque, essendo pubblica, rimarrà ancora a servizio della città».

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