Imola, a Bubano l’impianto fotovoltaico galleggiante più grande d’Europa

L’impianto fotovoltaico galleggiante più grande d’Europa sorgerà nell’imolese: nel bacino di Bubano (Comune di Mordano) che già ospita quello costituito da cinque isole galleggianti della potenza di circa 100 kWp ciascuna, per un totale di 496,8 kWp su una superficie di 5.550 metri quadri. Il nuovo impianto invece avrà una potenza di 4,6 MW: nascerà dalla collaborazione tra Bryo (azienda costituita nel 2010 da ConAmi, Sacmi, Cti e Cefla) e Protesa (realtà del gruppo Sacmi).
Assieme hanno deciso di raccogliere la sfida della transizione ecologica e hanno portato sul palcoscenico di Ecomondo a Rimini i loro progetti verso l’innovazione energetica per coinvolgere imprenditori locali ed amministrazioni pubbliche per cooperare e condividere energia pulita. Il nuovo impianto permetterà di raggiungere i 4,5 MW, quindi 10 volte più grande dell’esistente “pur non occupando una superficie 10 volte più grande, questo grazie ad una tecnologia innovativa e all’avanguardia che prevede moduli più piccoli con un rendimento molto maggiore. L’impianto è pensato per renderlo particolarmente scalabile, non tanto per fare impianti da 5 MW, ma da 50 a 100 kW più adatti alle esigenze del nostro territorio”, spiega Marco Bertuzzi, responsabile Renewable energy management di Protesa. E anche il Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale, come racconta Rossano Montuschi, dirigente dell’area del Distretto montano, “sta realizzando una serie di impianti fotovoltaici su bacini e invasi al servizio dell’agricoltura nelle aree delle valli del Santerno, del Senio, del Lamone e del Marzeno. Nati per fare fronte alla ormai cronica carenza di acqua, ora grazie all’installazione dei pannelli, permetteranno anche di ridurre i costi energetici delle 800 imprese agricole che aderiscono ai circa 20 consorzi di scopo, nati per favorire questi interventi”.
“Bryo fin dalle sue origini opera in un’ottica di sostenibilità ambientale e valoriale in particolare su tre settori: fotovoltaico, biogas e cogenerazione- spiega Fabio Piancastelli, presidente Bryo- il mercato delle energie rinnovabili è geneticamente dinamico e ci poniamo come promotori e investitori della prima Comunità energetica del territorio imolese” con cui le imprese “possono produrre, consumare e scambiare energia elettrica green e rinnovabile. Nella stessa ottica stiamo mettendo a punto il più grande impianto fotovoltaico galleggiante sull’acqua in Europa”. Ma l’attenzione è rivolta anche al Pnrr, “portatore di nuove possibilità di business”. Bryo è stata una delle prime Esco a credere nelle Comunità energetiche e a concepirle come un sistema aperto a cui tutti possono partecipare, a cominciare dagli enti pubblici. E lo stesso nuovo impianto fotovoltaico galleggiante è inteso come “un moltiplicatore di esperienze in ambito territoriale, con una forte vocazione all’autoconsumo, tali da potere anche agire all’interno di una Comunità energetica”.
Davide Gavanelli, ceo di Bryo, allarga l’orizzonte: “Stiamo aspettando che venga implementata la nuova Direttiva europea 2018-2021 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili. La Comunità energetica porta con sé un forte concetto di innovazione territoriale, perché recepisce lo spirito cardine delle rinnovabili, la democrazia energetica, secondo la quale ognuno può produrre, consumare e scambiare energia rinnovabile all’interno di un sistema condiviso e ciò, chiaramente porta anche un vantaggio economico”. A questo scopo, ora solo per il Comune di Imola ma presto anche per i territori del ConAmi, Bryo ha creato un’app con cui i diversi utenti possono capire se possano o meno far parte di una Comunità energetica.

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