Imola, nasce un tavolo per fronteggiare la carenza di medici

Un tavolo, a livello della città metropolitana bolognese, per potenziare la presenza e la qualità della Medicina generale. Il tutto a seguito dell’impatto della pandemia sul sistema sanitario che ha reso evidente l’esigenza di rafforzamento della medicina del territorio e, all’interno di questa, la centralità di un nuovo ruolo dei medici di medicina generale. Per questo le Aziende Usl e la Conferenza territoriale socio sanitaria metropolitana hanno deciso di condividere con sempre maggiore urgenza una visione strutturata e di lungo periodo sul tema, attivando il Tavolo metropolitano sulla Medicina generale che si riunirà a partire dalla prossima settimana.

Una consapevolezza che è cresciuta parallelamente alla progressiva e sensibile diminuzione di medici di medicina generale registratasi negli ultimi anni. A Imola si è andati dai 94 del 2016 ai 91 del 2021, a cui si aggiunge anche un’accelerazione delle richieste di pensionamento durante l’emergenza Covid. Per questo bisogna «partire da una rifondazione radicale della formazione della medicina generale che garantisca un maggior riconoscimento della specifica professionalità del medico di famiglia – afferma il direttore generale dell’Ausl di Imola, Andrea Rossi –. Bisogna farlo passando per il rafforzamento dell’associazionismo orizzontale, dalla strutturazione della collaborazione multiprofessionale e le Aziende sanitarie territoriali devono essere in grado nel prossimo futuro di condividere con i medici di medicina generale innovative soluzioni organizzative, tecnologiche e logistiche in grado di incentivare l’assistenza di prossimità, anche nei territori più lontani dai centri».

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