Imola, “Mistero buffo” con Martelli allo Stignani

Anche il teatro “Ebe Stignani” di Imola riapre dopo il lungo silenzio. Avviene stasera alle 20 con la “giullarata medievale” più famosa del teatro del Novecento: “Mistero Buffo” di Dario Fo e Franca Rame. Le repliche proseguono fino al 27 maggio per 11 recite invece di 6 per la ridotta capienza “anticovid”, 234 posti a disposizione invece di 468. “Mistero Buffo” sostituisce “Che disastro di Peter Pan” che è stato annullato. Nuovo protagonista del celebre testo che valse a Dario Fo il Nobel per la Letteratura nel 1997, è l’attore Matthias Martelli qui diretto in regia da Eugenio Allegri.

Martelli (1986) umbro di origine, ha scelto il teatro dopo la folgorazione del maestro. Fu per lui galeotta una video cassetta che i genitori gli fecero vedere all’età di 10 anni, nella quale Dario Fo interpretava la sua opera più conosciuta. «Sono diventato attore per passione – ha dichiarato il protagonista – stupito di quell’attore (Dario Fo) che faceva esplodere la scena di gioia, che trascinava dentro chi lo guardava, che giocava in modo straordinario». Ha così chiesto ad Eugenio Allegri di fargli la regia e a Dario Fo il “permesso” di portarlo in scena.

“Mistero Buffo” rappresenta un ritorno partecipativo al teatro per il pubblico; è testo che chiede in chi guarda e ascolta un segno di presenza viva. D’altra parte in questo modo nacque nel 1969, negli anni della Comune di Fo e Rame, sorta di esperienza politica popolare attraverso il verbo del teatro. Esperienza che passò da Cesena dove “Mistero buffo” prese forma.

Raccontò Dario Fo a proposito: «Cesena è la città dove debuttammo con una operazione unica per la storia del teatro italiano. Quando è nata la Comune, con la nostra “Nuova scena” debuttammo in sette case del popolo di Cesena; spazi in cui si ballava venivano trasformati in palcoscenici per commedie, testi, spettacoli, opere cantate, per un teatro autonomo popolare. Non solo, mettevamo in scena testi “su ordine” del pubblico che partecipava. Anche Mistero Buffo è nato in quella situazione, attraverso un teatro gestito, indicato, “scritto” da chi veniva a vederlo, con dibattiti critici degli spettatori».

La giullarata popolare di Mistero Buffo si compone di nove monologhi ispirati a brani dei vangeli apocrifi o a racconti popolari sulla vita di Gesù; crea a sua volta un vangelo “terrigno”, popolare, irresistibile. La forza di Dario Fo, al di là dell’estro da mattatore scenico, inimitabile come la sua vis affabulatoria, sta nell’essersi reinventato il grammelot, lingua onomatopeica che miscela più linguaggi. Fra i pezzi più noti, “Bonifacio VIII”, “La fame dello Zanni”, il toccante “Maria alla croce” (interpretato da Franca Rame),“Il primo miracolo di Gesù Bambino”.

«È questa una giullarata che narra l’emigrazione di Gesù e famiglia da Betlemme, dopo la strage degli innocenti di Erode – dice Martelli –; racconta del piccolo Gesù che si fa accettare dai bambini di un’altra città inventandosi il miracolo degli uccellini fatti con la creta, e poi dati alla vita con un soffio. Arte come suggeritrice di vita».

Info: 0542 602600

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