Imola, medici su vaccino agli insegnanti: “Nessuno ci informa”

IMOLA. «Il fatto che da lunedì dovremmo partire anche noi con le vaccinazioni lo siamo venuti a sapere dai nostri pazienti. Da subito sono cominciate ad arrivare decine di telefonate per chiedere modalità e tempistiche. La nostra risposta però è una: non ne sappiamo nulla». Così i medici di base attestano lo smarrimento di fronte alla notizia della decisione presa dalla Regione, comunicata nella tarda serata di mercoledì, secondo cui dal 22 febbraio parte la prenotazione e vaccinazione per il personale scolastico negli ambulatori di medicina generale. Azione che riguarda i maestri, professori, educatori, operatori dei servizi educativi 0-3 anni e negli enti di formazione professionale. Il tutto in funzione, come attesta la stessa Regione, «dalla disponibilità di vaccini».
Lo sgomento dei medici
«Se non fosse drammatico – sottolinea il medico Roberto Merli – scapperebbe da ridere. Questa cosa è paradossale. Una informazione del genere la impariamo dai pazienti. Il problema è che non sono solo le categorie interessate a chiamare per potersi prenotare. Richieste – aggiunge – alle quali non possiamo far altro che rispondere che non ne sappiamo nulla perché nessuno ci ha ancora dato informazioni». Sempre per Merli «deve essere migliorata la comunicazione. Forse sfugge che questa aggiunta di prestazioni porterà a non riuscire a seguire i nostri pazienti con altre patologie, già oggi penalizzati per i ritardi accumulati. Il Covid c’è, ci mancherebbe, ma non c’è solo quello. Per esempio già fare tamponi, con tutte le prassi burocratiche annesse – conclude – ci porta al giorno diverse decine di persone che non ci permettono di effettuare altre prestazioni».
Le incertezze operative
La considerazione di «una mancata chiarezza» viene confermata dalla stessa Ausl di Imola che dichiara come «rispetto alla vaccinazione degli operatori scolastici attraverso i medici di medicina generale, al momento non abbiamo nulla di ulteriore rispetto a quanto comunicato dalla Regione e a cui ci allineiamo». Da quanto s’intuisce, la distribuzione dei vaccini AstraZeneca, che dovrebbero attestarsi attorno alle 25 unità per medico vista la dotazione in Regione di 80mila dosi, dovrebbe seguire la tipologia di quella dell’antinfluenzale. «La cosa che possiamo confermare – aggiungono dall’Ausl – è che a breve incontreremo i medici di base per iniziare il confronto».
Medici “burocrati”
Anche il medico Sergio Gardelli, conferma come «la situazione è paradossale. Lavorando assieme ad altri cinque colleghi medici seguiamo circa 10mila pazienti. Tra questi non sappiamo quanti avranno la priorità della vaccinazione e quindi l’incertezza regna sovrana. Va bene essere vaccinatori, lo abbiamo sempre fatto, ma qui mancano tasselli fondamentali. Mancano le liste, nessuno ci ha ancora detto come organizzarci, non sappiamo le tempistiche di approvvigionamento. Inoltre – aggiunge – la vaccinazione Covid impone una mole di passaggi che complicano il lavoro già stravolto da una emergenza troppo prolungata. Questa nuova prestazione ci vedrà invasi da passaggi burocratici, dalla presa degli appuntamenti alla firma del consenso informato fino ad arrivare alla registrazione dell’esito, che portano via tempo alla nostra storica attività».
La Regione stabilisce che possono essere vaccinatori solo ed esclusivamente i medici di base che hanno avviato su se stessi il percorso vaccinale anche solo con somministrazione della prima dose. Nel territorio dell’Ausl di Imola i medici di base sono 91 e di fatto possono già essere tutit vaccinatori.

Bollettino. Continuano a crescere i contagi da Covid 19 senza però nessun decesso. Dal bollettino di ieri dell’Ausl Imola emerge come dai 643 tamponi molecolari più 413 antigenici rapidi effettuati mercoledì, sono 116 i nuovi casi positivi registrati. Di questi, 49 rientrano nella fascia di età 0-24 anni, 27 nella fascia 25-44 anni, 33 nella fascia 45-64 e 7 dai 65 anni in su. Tra questi 44 sono asintomatici e 72 sintomatici. Statistiche che dimostrano come questa nuova ondata di contagi stia interessando sempre di più le giovani generazioni. Le persone individuate tramite tracciamento sono state 39 mentre una è stata rintracciata tramite test per categoria; 55 persone erano già isolate e 11 sono riferibili a focolaio già individuato. In totale i guariti sono stati 86. Il bollettino sanitario mette in evidenza inoltre come sono 31 le persone ricoverate per Covid nel reparto internistico di degenza ordinaria, 5 in Ecu, 11 in Osco e 10 in terapia intensiva. In totale, dall’inizio della pandemia, nel territorio seguito dall’Ausl imolese i casi totali sono 8.191 mentre salgono a 1.225 i casi attivi. Sul tema delle vaccinazioni le persone arrivate alla fine del ciclo si attestano a 2.979 unità mentre nella giornata di giovedì 4.712 le prime dosi inoculate. Sulla stato della diffusione del contagio nelle scuole il sindaco Marco Panieri ha detto ieri al consiglio comunale che «delle 512 classi presenti a Imola sono 43 quelle in quarantena, che diventano 80 in tutto il Circondario imolese, di fatto siamo a meno del 10%. Un dato sicuramente che ci deve non fare abbassare la guardia».

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