Imola, massaggio hard in palestra una ragazza denuncia

Il massaggio dopo l’allenamento diventa hard e costringe la ragazza a fuggire dal suo istruttore e, dopo averci pensato a lungo, a denunciare. L’episodio si è verificato a inizio anno in una associazione che svolgeva attività fisica in una palestra imolese. La giovane, sulla ventina, frequentava lezioni di arti marziali e aveva diversi istruttori, uno di questi, sulla cinquantina quindi in questo caso con il doppio degli anni della ragazza, proponeva alle atlete, a fine allenamento, anche un massaggio. La giovane, che si è affidata alla tutela dell’avvocata Giovanna Cappello che ha depositato la sua querela, nella memoria in cui ricostruisce i fatti racconta che si era creato un dialogo amicale via Whatsapp con l’istruttore in questione, soprattutto per concordare gli orari delle lezioni. Si era anche sottoposta a due o tre sedute di massaggio e tutto si era svolto senza alcun problema. Fra un messaggio e l’altro, poi, nel corso del tempo erano però cominciati ad arrivare messaggi “ammiccanti” e a volte anche più espliciti, che lei aveva lasciato cadere sperando così, ingenuamente, di far desistere l’uomo. Fin lì comunque tutto tranquillo a parte quello che lei stessa definisce un forte imbarazzo rispetto a quei messaggi. Però alla quarta seduta di massaggio qualcosa è cambiato e il massaggio stesso ha preso una piega diversa e inattesa, poiché l’uomo è arrivato a metterle le mani nelle parti intime provando anche ad insistere. Al che la ragazza si è alzata allontanandolo, arrabbiandosi, e se ne è andata imbarazzata e scioccata. Nei giorni successivi ha raccontato ai genitori l’accaduto, mentre nel frattempo aveva bloccato il numero di telefono e i contatti social dell’uomo, nonché lasciato la palestra, allontanandosi anche per qualche tempo dalla città per i suoi studi. Finita l’estate, supportata dai famigliari e anche da una psicologa, non avendo superato l’accaduto, ha deciso di denunciare quanto successo chiedendo che l’autorità giudiziaria verifichi la violazione dell’articolo 609 bis del codice penale, vale a dire la violenza sessuale. «Purtroppo non è il primo caso di abuso che seguo in ambiti sportivo» spiega l’avvocata Cappello.

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