Imola, logistica previsti oltre mille addetti nei prossimi anni

Il settore della logistica si prepara a decollare sul territorio ma non tutto è pronto per l’atterraggio. Tra chi si prepara a partire e gli annunci di possibile interesse a insediarsi nelle zone produttive del territorio, sono almeno un migliaio i lavoratori che nei prossimi anni potrebbero firmare un contratto nel settore logistico, senza contare quelli già operativi. Sulle tutele dovrebbe arrivare presto un accordo tra associazioni di categoria, sindacati confederali, Circondario e Città metropolitana con delle linee guida «per la qualità del lavoro» e una formazione preventiva, ma manca ancora la firma ufficiale.

Area San Carlo

L’esigenza di una regolamentazione nasce dal territorio di Castel San Pietro Terme, in particolare dall’area produttiva San Carlo, in parte sul Comune di Castel Guelfo, dove il settore logistico è in forte espansione. «Qualche anno fa, secondo i dati della Camera di commercio, la zona contava una comunità di circa 4.500 lavoratori – ha spiegato il sindaco di Castello Fausto Tinti –. Ora stimiamo siano tra i 5.000 e i 6.000. In questi sono compresi tutti i settori, quindi anche quei lavoratori che non ricadono sotto la logistica vera e propria ma di fatto sono logistica aziendale, come il nuovo polo Despar o la Decathlon». Cifre precise per la logistica al momento non esistono, ma almeno un migliaio sono i lavoratori attesi nei prossimi anni tra Imola e Castello: 250 i dipendenti previsti nell’insediamento dell’autoparco sulla Selice ad opera del gruppo francese Aprc, i restanti a Castello. «Basandoci sui piani urbanistici stimiamo circa 700 futuri lavoratori – ha aggiunto Tinti –. L’accordo essendo circondariale interessa altre 3 aree produttive sovracomunali molto importanti, della vallata, di Fossatone a Medicina e di Osteria Grande».

Qualità del lavoro

L’accordo punta a dare delle linee guida da applicare nelle aziende, rappresentate al tavolo da Confindustria e Cna: «Le imprese che si affacciano su questo territorio devono rispettare certe caratteristiche – ha commentato la segretaria della Cgil di Imola Mirella Collina, nell’accordo insieme a Cisl e Uil –. Aspettiamo la convocazione per le firme ufficiali. Mi auguro arrivi entro l’anno dato che siamo pronti». Tra le clausole inserite c’è il riferimento al contratto nazionale, l’applicazione del tempo indeterminato come contratto di riferimento limitando quelli precari, la promozione delle pari opportunità, un impegno delle Amministrazioni sulla qualità della vita nelle zone degli insediamenti e anche una formazione preventiva: «In questo settore gli infortuni sono molti, e spesso capita che lavoratori precari non siano preparati. Per questo vogliamo fare una o due settimane prima dell’inizio del contratto una formazione in un’ottica di sicurezza», ha spiegato Collina.

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