Imola, liste d’attesa la Lega interroga, la Regione ammette ritardi

«Riprovi più avanti». La risposta che molti cittadini imolesi si sarebbero sentiti rispondere agli sportelli del Cup per la prenotazione delle visite mediche specialistiche è inaccettabile per il consigliere comunale e regionale della Lega Daniele Marchetti, che ieri ha depositato una seconda interrogazione rivolta all’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini per avere ulteriori delucidazioni sui ritardi e sulle lunghe liste di attesa. La replica alla prima interrogazione, infatti, non l’aveva soddisfatto: «La risposta dell’assessore non soddisfa le nostre richieste e soprattutto non dà risposte concrete ai problemi che i cittadini lamentano. Fa un po’ sorridere la posizione della Regione, che pur di non ammettere il blocco di alcune liste d’attesa si limita a dire che è stata l’emergenza Covid a creare difficoltà nel mantenere le agende aperte per lunghi periodi. Una giustificazione che, tradotta, conferma la frequente impossibilità di prenotare visite specialistiche», commenta Marchetti.

La situazione di Imola

La risposta scritta a firma dell’assessore regionale Donini ammette che «nei territori dell’Ausl di Imola l’impatto dell’emergenza Covid ha avuto gravi ripercussioni sulle attività programmate sia di degenza che di specialistica ambulatoriale. Soprattutto in questa area di attività si è determinata una riduzione dell’offerta». Le cause individuate sono «le misure igienico-organizzative, l’impiego di personale medico e infermieristico ordinariamente nelle attività specifiche di contrasto alla pandemia e la carenza di medici specialistici in alcune branche, già evidenziata da alcuni anni ma ultimamente sempre più acuta». In particolare, le visite per cui si deve attendere di più nel territorio dell’Ausl di Imola sono quelle oculistiche, fisiatriche, endocrinologiche, dermatologiche, gastroenterologiche, pneumologiche, oltre che l’elettrocardiogramma a riposo e l’elettromiografia per il tunnel carpale. In alcuni casi hanno influito anche le dimissioni di medici specialisti o i periodi di malattia.

Seconda interrogazione

Ciò che non è chiaro a Marchetti, tuttavia, è la «difficoltà nell’aprire le agende per lunghi periodi, pur senza alcun blocco delle agende», riportata nella risposta della Regione. «Non capisco questo giro di parole a fronte di una situazione che mi pare piuttosto chiara da quanto emerge dai cittadini: le liste per alcune visite non sono sempre aperte, e sentirsi dire di riprovare più avanti a prenotare è inaccettabile – spiega Marchetti –. È vero che tramite il fascicolo sanitario si ha la possibilità di vedere se la visita è garantita in un’altra Ausl, ma è anche vero che molti cittadini, soprattutto anziani, non utilizzano questa modalità. Credo sarebbe corretto che il servizio allo sportello informasse di tutte le alternative disponibili».

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