Imola, Legambiente: “Parco delle Acque Minerali danneggiato dalla Formula Uno”

Durante i tre giorni di gare del Gran premio di Formula 1 a Imola, 22-23-24 aprile, il Parco delle Acque Minerali, “dichiarato di interesse storico artistico”, è stato “danneggiato da migliaia di spettatori che hanno potuto strappare piante, rompere rami e cespugli che impedivano di vedere la pista, calpestare aiuole togliendo la vegetazione e compattando il terreno fangoso rendendolo inadatto a qualsiasi forma di vita, orinando ovunque e lasciando rifiuti di ogni genere“. Lo denuncia Legambiente di Imola, con tanto di foto “eloquenti” a documentare quanto è successo, in un duro comunicato che prende di mira il Comune che “evidentemente considera il Parco delle Acque Minerali un’area funzionale all’attività motoristica e pertanto a servizio dell’autodromo: bene pubblico di poco conto da sacrificare in favore degli appassionati dei motori, liberi di farne ciò che vogliono”.
Sembrano dunque “lontani i tempi in cui le amministrazioni (fino ai primi anni 2000), in occasione della gara di F1, coinvolgevano le Guardie ecologiche affidando loro il pattugliamento del perimetro del parco. Ciò al fine di evitare qualsiasi danno a tutela e salvaguardia di un bene pubblico vincolato”.

Legambiente ricorda anche le parole del sindaco Marco Panieri all”inaugurazione di nuovi giochi per bambini (“Dopo anni si torna a valorizzare come merita un polmone verde della nostra città”) e scrive: “Per completezza di informazione sarebbe bene informare i cittadini che appena ci si sposta dall’area giochi lo stato di abbandono del parco appare in tutta la sua evidenza e ancora di più oggi quando, grazie a questa amministrazione poco interessata alla tutela del Parco e a prevenire atti di degrado, parti di esso sono gravemente danneggiate dagli appassionati dei motori accorsi per la F1”. E siccome il Comune di Imola, nella predisposizione del Pug, aggiornerà anche il Piano di classificazione acustica comunale, Legambiente spera che “la valorizzazione del parco contempli anche una classe acustica più consona alla fruibilità del luogo rispetto a quella attuale. E’ indubbio che la ‘classe IV’ abbia portato ad una penalizzazione della fruizione pubblica e della valorizzazione del Parco: il frequente rumore assordante autorizzato negli ultimi anni, non si concilia con la fruizione e valorizzazione del Parco delle Acque Minerali. Anche la Soprintendenza, con parere espresso l’11 maggio 2016, invitò il Comune a rivedere la previsione acustica ritenuta eccessiva”.

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