Imola, le piscine: “Lasciati soli tra Covid e rincari”

«L’associazione piscine Emilia-Romagna e la Regione richiamano all’ordine gli enti locali e i parlamentari sulla situazione degli impianti natatori». E’ la lettura che Paola Lanzon, presidente di Deai, la società di gestione del complesso sportivo Enrico Gualandi di Imola, dà del convegno “Piscine: quale futuro?” in programma a Bologna lunedì prossimo, con i gestori delle piscine che puntano a far risentire la loro voce alla politica dopo le mobilitazioni nazionali del 26 luglio dello scorso anno (la Notte azzurra delle piscine) e del 6 febbraio 2022 (una giornata di chiusura), e alcune promesse non mantenute.

«Lasciati soli»

«Dall’inizio della pandemia nel marzo di due anni fa all’emergenza energetica che stiamo affrontando oggi, la stragrande maggioranza delle società di gestione sono state lasciate completamente da sole – osserva –. Stiamo lottando strenuamente per mantenere aperti gli impianti pubblici, perché la proprietà degli impianti che abbiamo in gestione è e rimane pubblica, e per garantire un servizio pubblico ai cittadini. Tutte le conseguenze della pandemia e dell’emergenza energetica, però, stanno ricadendo esclusivamente sulle nostre spalle».

Di fronte ai mancati incassi a causa delle chiusure e delle capienze ridotte durante il lockdown e i periodi di zona rossa prima, e alle bollette dell’elettricità e del gas più che triplicate adesso, «il Governo Conte II e la Regione sono intervenuti attraverso lo stanziamento di contributi per sostenere economicamente il nostro settore – osserva –, anche se si parla di una goccia in mezzo all’oceano».

«A Imola nessuna soluzione»

Calando la riflessione sulla città, «il Comune di Imola ad oggi non ha erogato alcun contributo, né per i danni da Covid né per l’emergenza energetica – sottolinea la presidente di Deai –, pur essendosi reso disponibile al confronto e a trovare soluzioni che non si sono ancora concretizzate». Questo mentre «altri Comuni, al contrario, sono già intervenuti con diverse modalità, fra cui il riequilibrio dei Pef-Piani economici finanziari».

Gli esempi di Amministrazioni comunali che si sono mosse già nel 2020 non mancano: guardando all’Emilia-Romagna, l’elenco comprende Ravenna, Lugo, Modena, Formigine e Mirandola.

A parte quest’ultima, tutte città in cui governa il centrosinistra.

Anche perché «fin dalla pandemia l’Anci ha fornito ai Comuni indicazioni chiare per poter intervenire a sostegno dei gestori», rimarca la Lanzon.

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