Imola, la “Rivolta Gaya” torna sabato

Lo scorso anno sono scesi in piazza per chiedere l’approvazione del Ddl Zan, un anno dopo, e dopo che lo stesso decreto è stato affossato, la “Rivolta Gaya” imolese torna in piazza. Lo farà sabato prossimo alle 17 partendo ancora una volta dalla stazione dei treni per arrivare in corteo in piazza Matteotti. «Il pride nasce come manifestazione per rivendicare il nostro diritto di esistere in quanto donne, lesbiche, bisessuali, persone trans, omosessuali, pansessuali, asessuali, soggettività non-binary. Ma non ci basta più dire che noi esistiamo: noi adesso vogliamo prenderci tutto quello che ci spetta – dicono promotori e promotrici della manifestazione –. Siamo stanch* e incazzat* per le discriminazioni che dobbiamo subire perché non siamo uomini, bianchi, etero, cis e abili. Vogliamo passeggiare in solitudine in un parco di giorno o per strada di notte, senza provare angoscia, ansia, voltarci continuamente per paura di essere aggredite o molestate, magari perché passeggiamo con la nostra compagna. Vogliamo provare attrazione per una o più persone e dichiarare i nostri sentimenti senza provare vergogna o timore di essere giudicat* perché non rispettiamo gli standard normativi eterosessuali. Vogliamo sostenere un esame universitario o andare dal medic* senza il terrore di essere giudicat* per ciò che siamo, o che ci si domandi come mai il genere indicato sul documento non corrisponda alla persona che hanno davanti. Vogliamo andare ad un colloquio di lavoro senza temere che ci chiedano se abbiamo figl* (o ne vogliamo), o di essere esclus* perché troppo grass* o con una disabilità. Vogliamo un’educazione al genere e all’affettività al posto delle ore di religione cattolica, perché l’inclusione parte dalle scuole e dai luoghi del sapere, che devono essere liberi da ingerenze da parte di Chiese e Vaticano. Vogliamo il pieno riconoscimento dei nostri diritti sociali, come il matrimonio tra persone dello stesso sesso, senza i vincoli morali e patriarcali che caratterizzano le cosiddette “famiglie naturali”. Vogliamo che le/i nostr* figl* siano giuridicamente riconosciut* come tali, senza che questo dipenda dalle scelte delle amministrazioni. Inoltre, vogliamo che anche le coppie gay siano libere di ricorrere all’adozione».

La lista delle rivendizaioni è lunga e sarà elencata nei cartelloni multicolor del corteo che attraverserà le strade di Imola, dalla stazione fino al cuore della città.

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