IMOLA. Si partirà con un recupero a ottobre, quello de “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” lasciato in sospeso dal lockdown a febbraio scorso. Poi la nuova stagione di prosa vera e propria si affida all’anno nuovo, e alla speranza di poter ripartire dal 5 gennaio facendo occupare al pubblico tutti i 468 posti del Teatro Stignani di Imola. Il direttore Luca Rebeggiani aveva già dichiarato di condividere completamente il pensiero dell’assessore regionale alla cultura Mauro Felicori: «I teatri possono ripartire solo con tutti i posti a sedere a disposizione». Da qui la decisione di procrastinare l’avvio della stagione di prosa all’anno nuovo, sperando di essere fuori dalla pandemia e dalle strettoie delle regole anti Covid.
Recuperi
Quelle regole si applicheranno invece allo spettacolo in recupero dal 7 al 14 ottobre prossimo, “lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” che vedrà sedersi ogni sera 250 spettatori, circa la metà dei posti disponibili. «Lo sforzo organizzativo è stato consistente, ma lo scopo era consentire a tutti gli abbonati di recuperare gli spettacoli persi a inizio anno – spiega il direttore – che sono questo e “Arsenico vecchi merletti” che invece arriverà a stagione finita nel maggio 2021». Grazie alla disponibilità della compagnia Teatro dell’Elfo, le recite di recupero saranno 10, invece delle consuete 6, con doppia recita nelle giornate di sabato 10 e domenica 11 ottobre. Ad ogni abbonato verrà riassegnato un posto temporaneo, se possibile nello stesso settore di provenienza, ma si chiede un minimo di spirito di adattabilità.
Nuova stagione
Ovviamente da gestire non ci sarà solo la sicurezza in sala, ma anche sul palcoscenico. «Il Covid può stravolgere anche le regie, e del resto non si può pensare a una stagione solo di monologhi. I monologhi sono un po’ la fiammella che tiene acceso lo scaldabagno, ma occorre tornare al teatro corale per far vivere il teatro stesso – dice Rebeggiani –. Il risultato è un cartellone a dir poco entusiasmante, che include il meglio dei titoli del momento, con la consueta attenzione a mantenere il giusto equilibrio tra grandi classici e nuove proposte». Lo spettacolo di apertura, dal 5 al 10 gennaio, vede due ritorni a Imola, quello di Shakespeare e quello di Glauco Mauri che a 90 anni porta in scena il suo 24° personaggio uscito dalla penna del Bardo, e per la terza volta è proprio il “Re Lear”. Roberto Sturno sarà il conte di Gloucester. La regia è di Andrea Baracco. Dal 13 al 17 febbraio arriva poi allo Stignani uno spettacolo «che l’anno scorso allo stabile di Torino esplose come un bengala» assicura Rebeggiani. È il “Mistero Buffo”, opera iconica di Dario Fo e ormai un classico del teatro politico, portata in scena dal giovane e promettente Matthias Martelli. Ambientato alla corte di Inghilterra nel Cinquecento, liberamente tratto dalla “Maria Stuarda” di Friedrich Schiller riscritto da Dacia Maraini, lo spettacolo successivo parla della lotta per il potere e in particolare del rapporto fra donne e potere, dal 27 al 31 gennaio.
Dal grande schermo al palcoscenico arriva poi, dal 10 al 14 febbraio, “Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek, adattato e diretto dallo stesso cineasta che nel cast mantiene anche alcuni degli attori cinematografici come Paola Minaccioni, e che invita il pubblico a partecipare attivamente allo svolgimento della storia. Richiederà poi alcuni giorni di allestimento la scena del “Don Chisciotte” che dal 23 al 28 febbraio vedrà alla prova Alessio Boni e Sera Yilmaz (attrice turca che spesso compare nelle pellicole dello stesso Ozpetek), nei panni dell’immortale hidalgo della Mancia e del suo scudiero.
Ancora una pellicola che diventa dramma e che dal vivo, se possibile, aumenta l’intensità dei brividi, è l’adattamento teatrale, il primo, di un classico di Stephen King, “Misery”, con Filippo Dini, che dirige anche, Arianna Scommegna, che farà rivivere la mirabile lettrice-torturatrice che tutti conoscono con il volto di Kathy Bates, e Carlo Orlando; a Imola dal 10 al 14 marzo. Nancy Brilli sarà poi “Manola”, personaggio creato dalla scrittrice Margaret Mazzantini dal 24 al 28 marzo; e per chiudere un thriller psicologico diretto da Alessandro Gassman con Stefania Rocca e Massimiliano Gallo: “Il silenzio grande”, in scena dal 14 al 18 aprile.

Argomenti:

imola

prosa

stagione

stignani

teatro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *