Imola, la proroga dell’emergenza preoccupa le agenzie viaggi

Le nuove disposizioni del Governo in tema di viaggi, che valgono fino al 31 gennaio prossimo, aggiungono ulteriori limitazioni per chi avesse deciso di passare qualche giorno fuori dai confini nazionali durante le vacanze natalizie. Restrizioni, volute per limitare le possibilità della circolazione delle nuove varianti Covid, che non sono state prese bene da chi, già con grande difficoltà, sta cercando di sopravvivere a quasi due anni di forte calo di fatturati e clientela. Stiamo parlando, ovviamente, delle agenzie di viaggio. Oltre ai pochi corridoi turistici internazionali aperti, una delle mete che avevano iniziato a prendere piede erano le città e le località europee: Parigi, Barcellona, Canarie. La recente stretta, che impone il tampone anche per i vaccinati in uscita ed entrata dall’Italia e, in aggiunta, una quarantena di cinque giorni obbligatoria per chi non è vaccinato, sta disincentivando la decisione di partire. «Sono limitazioni aggiuntive che di fatto rappresentano un’ennesima mazzata al comparto viaggi già duramente colpito da questa pandemia. Questa stretta per i vaccinati non ci voleva – sbotta Elena dell’agenzia Adesso Sole – anche se i pochi pacchetti venduti fino a oggi sono stati fatti a persone che sapevano bene le incognite alle quali sarebbero andati incontro. Questo lo dico perché, per fortuna, non abbiamo ancora ricevuto cancellazioni e disdette. Stiamo comunque parlando di numeri irrisori rispetto al 2019, ultimo anno vero per il turismo natalizio. Quest’anno abbiamo sì e no chiuso una decina di pratiche, per Santo Domingo, Maldive, Mar Rosso e Dubai, quando due anni fa questo numero, a Natale, lo facevamo in un giorno».

Una riduzione dovuta anche alla spesa aggiuntiva necessaria per i tamponi. «Pensiamo solo alla spesa per i tamponi che una famiglia di quattro persone dovrà affrontare per farsi una settimana o anche solo un week-end in Europa. Stiamo parlando di almeno 200 euro che vanno a erodere il budget e che di certo non spinge le coppie e le famiglie a intraprendere un viaggio in questo periodo. Più che una vacanza, in questo modo diventa un viaggio sanitario, è uno dei commenti che sentiamo – riporta Milena della Robintur Robinson –. La riduzione di richieste è, comunque, quest’anno dell’85-90% rispetto al 2019. Speravamo in un ampliamento dei corridoi turistici, almeno per i vaccinati, e invece ci arrivano queste ulteriori restrizioni. E non possiamo nemmeno puntare sull’Italia. Questi viaggi il più delle volte non hanno bisogno di un’agenzia, ma vengono gestiti privatamente. Il turismo nazionale non ammortizza le enormi perdite che abbiamo sull’estero». «Quello che ci preoccupa – sottolinea Angela de La Valigia dei viaggi – non è tanto far fronte all’oggi, ma cosa potrà succedere anche dopo gennaio. Veniamo d due anni praticamente fermi in inverno. In estate qualcosa si era ripreso poi siamo tornati nell’incubo. Se nel 2019 facevamo 100 oggi è buona se si arriva a 10. Non c’è un confronto possibile. Per questa stagione invernale, qualcosa è stato venduto sul mar Rosso, Usa e Santo Domingo. Per fortuna non avevamo prenotazione per la Giordania, prima data come corridoio turistico e oggi bloccato». RICCARDO ISOLA

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