Imola, la Cti bonificherà la cava di ghiaia a Zello

IMOLA. Una nuova bonifica, dopo quella approvata in via Lughese nei mesi scorsi che vede interessata la ditta Recter, sta per prendere avvio per un’altra ex cava a Imola. Si tratta del polo estrattivo di ghiaia, ormai dismesso, del Cooperativa trasporti Imola (Cti) localizzato a Zello Monte, nell’area compresa tra la linea ferroviaria e il fiume Santerno. Questa è un’area complessiva di quasi 148.000 metri quadrati di superficie di cui 133.640 metri quadrati sono quelli dell’area di effettiva sistemazione che sarà a carico della cooperativa. Un’attività di estrazione iniziata nel 1999 e conclusasi nel novembre 2008 e che avrebbe dovuto riportare la zona alla fisionomia pre esistente nel 2020, ma a causa delle diverse crisi economiche succedutesi nel tempo, il ripristino ambientale non è stato centrato entro la data fissata.
Il nuovo progetto
Da qui la richiesta dell’azienda di una proroga che l’amministrazione comunale ha recentemente deliberato in giunta e che entro il mese prossimo dovrebbe prevedere l’avvio dei lavori. Si tratta di interventi di rinaturalizzazione dell’area tramite il riempimento delle diverse “vasche” oggi ancora presenti. Un riempimento che sarà distinto in due fasi, ciascuna della durata di cinque anni, e che prevederà così il ritorno allo stato naturale originario del complesso non prima del 2031. La spesa per questa operazione, che dovrà accollarsi la cooperativa imolese, si aggira sui 470 mila euro.
Riportare allo stato originale
La nuova convenzione stipulata tra Comune e la Cti prevede che la cooperativa, in questi dieci anni, non effettui alcun lavoro di coltivazione all’interno del comparto Zello Monte, ma unicamente operi per la sistemazione della morfologia e dell’ambiente del comparto di cava dismesso. Per far questo tramite un sistema di condotte, le vasche oggi esistenti verranno riempite con i fanghi limosi ottenuti dalla lavorazione dell’altra cava vicina, posizionata a Linaro. Al termine della “bonifica” la parte più a sud dell’area, quella vicina alla ferrovia, ritornerà ad avere una destinazione agricola mentre quella nord, nelle immediate vicinanze del fiume, prevede il rimboschimento creando un più ampio e vitale habitat ecologico.
Anche campi agricoli
«L’intervento in oggetto – spiega il direttore della Cti, Carlo Callegati – permetterà di ripristinare ambientalmente e a uso anche agricolo quella superficie. Nello specifico, nell’arco di tempo della convenzione e in compatibilità con l’attività dell’azienda, questa zona tornerà per una parte a essere alberata, dall’altra diventerà fondo agricolo sul quale coltiveremo, cosa è ancora però da decidere, attraverso la nostra azienda agricola Caci. Un esempio di circolarità e differenziazione degli asset aziendali con il giusto occhio rivolto alla sostenibilità economica e ambientale del territorio».
Soddisfazione dell’Amministrazione
«Ora – commenta l’assessore all’Urbanistica, Michele Zanelli – con questa estensione temporale accordata all’azienda anche quest’area di cava ormai dismessa tornerà ala sua forma originaria. Allo stato attuale non risultano altre situazioni similari in essere nel territorio comunale per cui questa sarà un’altra importante risposta in termini di qualità ambientale e di ripristino ecologico, seppur con tempi non immediati, del territorio».

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