Imola, la corsa alla normalità sanitaria è iniziata

Non è solo un’impressione: il ritorno alla normalità è innescato, e fra provvedimenti nazionali (nuove regole per la scuola e mascherina in archivio se si sta all’aperto) e scelte locali (rientro in massa a scuola lunedì senza necessità di tampone di fine quarantena), sembra aver accumulato in pochi giorni una velocità che quasi lascia sorpresi.

Reparti e hub verso la normalità

I casi di positività non sono azzerati: ieri i nuovi positivi erano 120 su 508 test molecolari e 1153 test antigenici rapidi refertati; 477 i guariti e 2.709 i casi attivi (mentre sono 34.808 i casi totali da inizio pandemia). Ci sono poi ancora 11 cittadini del circondario in terapia intensiva. Ma è anche vero che seppure l’elevata copertura vaccinale non è valsa a limitare la diffusione dell’infezione di questa ultima ondata, è comunque risultata fondamentale per contenere l’impatto clinico della malattia. Motivo per cui da sabato scorso un settore ospedaliero di 15 posti letto finora riservati ai malati Covid è stato riassegnato alle attività di chirurgia originarie. L’alleggerimento del carico di lavoro riguarda tutti i “settori Covid”: ricoveri ordinari (a quota 34 ovvero -9); casi attivi (3.066 ovvero -2.019), test diagnostici (12.143 ovvero -3.345), attività settimanale delle Usca (-26 telefonate e -10 visite), contagi nelle strutture residenziali (72 ossia -22), contagi negli operatori sanitari (-17). Si riduce dunque l’attività di tracciamento e così pure quella vaccinale. A Imola da qualche giorno si vaccina solo all’hub Osservanza e a quello di Castel San Pietro; alla prossima settimana la loro apertura non sarà più continuata, tutti i giorni, ma solo fasce orarie alternate.

Campagna vaccinale agli sgoccioli

La mole di lavoro negli ultimi giorni si è dunque progressivamente ridimensionata: 417 persone sono state vaccinate ieri e si è trattato di 331 terze dosi, 79 seconde dosi e 7 prime dosi. Nell’ultima settimana, stando ai numeri del report settimanale del direttore generale dell’Ausl Andrea Rossi, sono state eseguite circa 6.700 vaccinazioni e per la prima volta le prime dosi sono state un numero simile alle terze: 2.150 indecisi dell’ultima ora che si sono alla fine vaccinati e 2750 che hanno ricevuto la dose di rinforzo, in mezzo 1.850 seconde dosi. Ma con l’inizio della nuova settimana sembra quindi già lontana la media di un migliaio di somministrazioni al giorno, superato nei giorni di picco dell’ondata in regressione. Per le terze dosi mancano all’appello in 7000, ma ne sono state già date 76mila e 3600 cittadini sono già prenotati, la copertura è al 70% della popolazione vaccinabile. Quella per le prime dosi al 90% (con alcune punte anche oltre: al 100% per i 75/79enni e al 99,6 per gli over 85, ad esempio). L’Ausl continua le azioni di recall per 6900 persone che non si sono ancora vaccinati o prenotati dopo 120 giorni dalla seconda dose.

Ondata in regressione

Nell’ultima settimana, rileva l’Ausl, «si conferma e si accentua il rallentamento epidemico osservato nella settimana precedente, pur permanendo una incidenza molto al di sopra del livello di guardia (250 casi per 100.000 persone). La diminuzione dell’incidenza riguarda tutte le fasce di età, comprese quelle di età scolare. La trasmissibilità resta molto al di sotto alla soglia epidemica, con significativa riduzione dell’occupazione dei posti letto ordinari ed alleggerimento del carico territoriale. I modelli – è la conclusione della direzione generale – previsionali depongono per una fase di ulteriore riduzione della frequenza di malattia e della pressione ospedaliera nelle prossime due settimane». Inizia a diminuire anche la mortalità specifica per Covid, che nel corso di questa quarta ondata, grazie ai buoni livelli di copertura vaccinale, ha raggiunto una intensità pari a meno della metà di quella osservata durante la seconda e la terza (i decessi sono stati 7, 3 in meno rispetto a una settimana fa).

A scuola

A scuola oggi ci sono 200 casi (-32) e sono: 30 nei nidi, 98 alle materne, 52 in scuole primarie, 16 alle medie e appena 4 superiori. Fino a domenica erano in vigore 87 provvedimenti di quarantena per classi e 5 provvedimenti di sorveglianza con controllo tampone (-34), i provvedimenti sono stati poi revocati alla luce dell’entrata in vigore del decreto del 4febbraio e sono quindi stati riammessi a scuola circa 2.000 bambini eragazzi, per scelta dell’Ausl, senza obbligo di tampone finale.

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