Imola, l’Inps riporta l’invalidità al 100% per la 31enne ipovedente

IMOLA. Dopo la lettera aperta alle istituzioni e la notizia riportata dal Corriere Romagna e dai social, ci sono sviluppi nel caso della giovane ipovedente Marta Pellizzi. La 31enne imolese combatte contro un tumore recidivante al cervello che si è presentato nella sua vita per la prima volta 13 anni fa costringendola, fin qui, a due interventi neurochirurgici, ora è in attesa del terzo. Aveva per questo ottenuto con sentenza del Tribunale del 2013 il riconoscimento dell’invalidità al 100% e dell’accompagnamento che però in seguito alla visita dell’Inps dello scorso dicembre le era stato sospeso, e contestualmente l’invalidità ridotta al 70%. La giovane proprio per questo aveva chiesto pubblicamente aiuto, con la stessa determinazione che negli anni l’ha anche portata a laurearsi in Scienze della comunicazione e ad avviare una propria attività autonoma nell’ambito del social marketing, che riesce a svolgere con il supporto delle tecnologie sia di ingrandimento attraverso lenti speciali che acustici, oltre che con il costante aiuto della madre.
La riposta dell’Inps
Ieri alla nostra redazione è arrivata la risposta dell’Inps, che fin da subito avevamo interpellato in merito al caso sollevato dalla 31enne. «Riguardo al caso della signora Marta Pellizzi, l’Inps ha accolto l’appello dell’interessata ed ha prestato un’ulteriore approfondita attenzione alla situazione della stessa – riporta una sintetica nota dell’Ufficio stampa dell’Istituto di previdenza –. Situazione, peraltro, già all’esame dell’Ispettorato tecnico medico-legale per accertamenti. La domanda è stata riesaminata, riformulando in via di autotutela il giudizio medico legale di invalidità al 100% e riconoscendo alla signora Pellizzi i benefici rispetto alla sua attuale condizione, nell’ambito di una corretta applicazione delle norme. È stata di nuovo riconosciuta, pertanto, l’invalidità al 100% (e quindi la pensione) anche se non si sono ravvisati gli estremi per una indennità di accompagnamento».
Il commento di Marta
La notizia sembrerebbe buona, ma per Marta Pellizzi non è completamente così. «Per due ragioni. La prima è che anche io ho ricevuto la notizia del ripristino al 100% dell’invalidità solo con una semplice mail, neanche in pec, un messaggio firmato genericamente da una commissione generale, insomma un documento che non ha l’aspetto di nessuna ufficialità. Tanto che per capire che non c’era nemmeno più l’accompagnamento il mio avvocato ha dovuto ricontattare gli uffici. Devo quindi capire se mi arriverà la formalizzazione di questa decisione. Mi aspetterei però un nuovo verbale con scritto quello di nuovo che hanno detto, se avessero rifatto la valutazione questa volta con tutti i documenti come si deve sarei stata più contenta, fin qui invece resta è incomprensibile – commentava ieri Marta Pellizzi stessa–. L’altra cosa è proprio questa, senza accompagnamento è vero che viene ripristinata la pensione da febbraio, ma questa ammonterebbe a 297 euro mensili mentre prima con l’accompagnamento il contributo per me era di 1.134 euro da luglio 2020. Il mio reddito da sei anni è nella fascia prevista per poter ricevere anche la pensione, ovvero non oltre i sedicimila euro, ma io sono arrivata al massimo a 8/9mila euro annui. Ora il lavoro è calato, come per tutti in Italia, ma unendo al mio incasso la pensione riuscivo a coprire gli impegni, le spese e i contributi. Oltre al fatto che anche i miei genitori, con i quali vivo, hanno perso i lavoro a causa del Covid. Abbiamo già incontrato i servizi sociali a fine anno scorso, e la prossima settimana dovremmo avere l’incontro conclusivo per capire a che tipo di aiuto potremmo vere diritto per la situazione complessiva in cui ci troviamo, aggravata dalla riduzione della mia pensione». Della questione si è interessato anche il sindaco Marco Panieri con il quale Marta Pellizzi avrà un incontro di persona lunedì prossimo. «Ho sollecitato l’Inps e mi sono fatto tramite presso i servizi sociali, con i quali c’erano già stati contatti, affinché, come tutti coloro che ne hanno diritto, venisse analizzata questa posizione. Quindi ho calendarizzato un incontro con la persona per capire, per lei come per tutte le altre persone che si trovino in difficoltà, quali siano i margini per poter dare sostegno», conferma Panieri.

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