Imola, l’esposizione per Zaki: “Grazie, sarò con voi al più presto”

«Questo evento e il vostro sostegno per i prigionieri di coscienza sono il primo passo per il loro rilascio, per la loro libertà. Sono davvero grato di essere parte di questo evento, anche se da lontano. E spero di poter essere con voi al più presto». È stato un messaggio di Patrick Zaki, cittadino onorario di Imola dal 26 luglio dello scorso anno, a inaugurare ufficialmente, ieri pomeriggio, l’esposizione Zaki e gli altri prigionieri di coscienza, dedicata a 50 uomini e donne di 19 paesi che stanno scontando pene ingiuste o che addirittura non conoscono le motivazioni della propria detenzione, disegnati da Gianluca Costantini e visibili lungo i portici di piazza Matteotti.

«Simbolo di lotta»

«C’è un mondo dietro alla storia di Patrick. E quindi, in qualche modo, suo malgrado, Patrick è diventato un simbolo di una lotta per la tutela dei diritti fondamentali dell’uomo e della donna – osserva Mattia Santori, fondatore di 6000sardine, fra gli ideatori della mostra a Bologna lo scorso anno –. Portiamo le storie di questi prigionieri in mezzo alle persone. Obblighiamo le persone ad alzare lo sguardo e ad accorgersi della differenza che esiste tra la nostra condizione di vita e la nostra condizione di libertà ed altre condizioni di vita e condizioni di libertà».

«Va ringraziato Patrick per questa mostra – sottolinea Riccardo Noury, portavoce nazionale di Amnesty International Italia –. Perché non soltanto Patrick è una persona che in continuazione pensa agli altri, agli altri che vivono la sua dimensione di difensore dei diritti umani, perseguitati, agli altri che hanno condiviso con lui un’esperienza carceraria molto dura. Ma anche perché ogni volta che si apre una campagna su un nome, un cognome e un volto, quel nome, quel cognome e quel volto servono a far conoscere tante altre storie».

«Il suo impegno per i diritti civili, per la cultura delle diversità e dell’inclusione, è diventato per noi parte del nostro percorso, dei nostri obiettivi principali – commenta Rita Monticelli, professoressa dell’Università di Bologna e docente di Patrick Zaki –. È un ragazzo non soltanto attivista, ma anche uno studioso dei diritti civili e dei diritti umani. E questa combinazione è estremamente importante: la teoria ha bisogno di essere accompagnata dalle azioni e le azioni devono essere sostenute da un poter trasmettere questi valori».

«Contagiamoci»

«Dobbiamo cominciare a sentirci addosso queste persone – sprona Alessandro Bergonzoni, attore –. Dobbiamo cominciare a pensare che siamo tutti una stessa persona, e questa stessa persona la dobbiamo portare addosso. Con l’immedesimazione, con la partecipazione, dobbiamo cominciare a diventare queste persone, a sentire addosso il loro peso. Non soltanto nei giorni memorabili, da ricordare. Dobbiamo essere contagiati».

«Il Comune di Imola da subito ha voluto abbracciare questa iniziativa – conclude Giacomo Gambi, assessore alla Cultura –, perché ha creduto nell’importanza di portare la libertà, la giustizia, nella piazza».

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