Imola, l’allarme dei commercianti: «Vendite natalizie in stallo»

«Si può dare di più» ricordava il testo di un vecchio successo della musica leggera italiana. E questo è un po’ il commento che arriva dal mondo del commercio imolese per fotografare lo stato delle vendite natalizie in questo periodo prefestivo. È vero che mancano ancora le due settimane clou per gli acquisti, ma la tendenza avuta fino a oggi non fa certo saltare di gioia i commercianti, soprattutto del centro storico. «Spero vivamente di essere smentito nell’immediato futuro – commenta a riguardo il presidente dell’Ascom-Confcommercio Imola, Danilo Galassi – ma dai primi segnali e testimonianze che ci arrivano dagli associati queste prime due settimane di inizio dicembre non hanno portato grandi balzi in avanti negli acquisti natalizi. Non siamo scontenti aprioristicamente ma anche se il passeggio nelle vie e nelle piazze illuminate e piene di eventi, soprattutto nel week-end, c’è più che altro un passeggio perlustrativo».

Galassi prosegue dicendo che «non sappiamo come saranno i prossimi due fine settimana, siamo ancora in balìa di una pandemia che non dà tregua, ma crediamo che la propensione agli acquisti degli imolesi diventerà più chiara tra pochi giorni. Dalla possibilità e scelta eventualmente di potersi regalare un viaggio, magari esotico, da un portafoglio impoverito dalle imminenti impennate delle bollette, dalle incognite legate al Covid alla concorrenza dell’online e dei grandi centri commerciali, fino ad arrivare alle difficoltà esistenti nel reddito famigliare le incognite sono ancora tante».

Vista la situazione, le associazioni prevedono una penalizzazione minore per l’alimentare mentre i più colpiti risulteranno essere i negozi di vicinato con generi di abbigliamento, calzaturiero e generi per la casa. Sul mondo ristorativo la situazione è ancora più incerta e imprevedibile. Per questo motivo «stiamo portando avanti la campagna di sensibilizzazione “Comprosottocasa” – prosegue il presidente – a favore di questi esercenti, per sostenere il territorio e le micro-attività. Dopo i lockdown non è certo questo il momento per intaccare la capacità di spesa delle famiglie. Bisogna lasciare più soldi ai cittadini che lavorano e alle imprese per questo ribadiamo la necessità che si abbassi la pressione fiscale. I rincari e le bollette rischiano di affossare di causare un vero e proprio crollo degli acquisti pari in media a -230 euro a famiglia».

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