Imola, Iryna porta aiuti in patria e riesce a riabbracciare il padre VIDEO

Iryna è riuscita in quella che sembrava un’impresa: «È stato un viaggio pesantissimo, ho avuto diversi sfoghi ma sento che devo fare di più». A tratti si commuove Iryna Knygnytska Oleynichuk, ormai a Imola conosciuta come la signora Iryna, mentre ripercorre le immagini del viaggio che ha organizzato con amici e volontari per portare nel suo paese tutto ciò ha raccolto grazie a una grande colletta di solidarietà iniziata proprio dal suo negozio. Ucraina, residente imolese, venerdì scorso è partita alle 5 del mattino con i primi 3 furgoni per Krakovets’, al confine con la Polonia, con in tasca «un’autorizzazione per il trasporto di aiuti umanitari rilasciato dal Consolato di Milano, una carta verde», come la chiama. Dopo la lunga attesa alla frontiera è riuscita con altri 2 autisti a entrare in Ucraina dove ha trovato una bellissima sorpresa: il suo papà, che non vedeva da 3 anni. La fatica però non è finita: domani mattina ripartirà altri 3 furgoni e 2 auto.


Il viaggio

Si coglie tutta la fatica nella voce di Iryna: «Il viaggio è stato tosto, soprattutto psicologicamente. Ho avuto diversi sfoghi – racconta mentre è in auto impegnata a organizzare la prossima spedizione –. Siamo partiti in 5 volontari con 3 furgoni venerdì scorso all’alba». Partenza dal magazzino della 3M traslochi che, in rete con altri negozi imolesi tra cui il suo l’Etoile maison estethique, il negozio di assistenza Samsung e quello di pasta fresca L’azdora, si è messo a disposizione come punto di raccolta per le donazioni di cibo, abiti e medicinali. «Siamo arrivati a Cracovia la sera, sulle 11.30, e ci siamo fermati per dormire. Sabato mattina siamo arrivati al confine sulle 9.30 dove siamo rimasti in coda tutto il giorno», prosegue Iryna.


La dogana

Giunti alla frontiera sono iniziate le complicazioni: «Siamo stati ore in coda a 500 metri dal confine, molti furgoni ci sorpassavano, anche una colonna di medici tedeschi – racconta Atos Morotti, uno dei volontari –. Solo molto più tardi abbiamo capito che c’era una delegazione governativa alla dogana». Non sapendo che fare, hanno provato ad avanzare: «Un militare ci ha spiegato che da quando i flussi erano aumentati, dal giovedì, non facevano più entrare e ci ha indicato un parcheggio vicino dove scaricare – prosegue Morotti –. Abbiamo incontrato dei tedeschi nella stessa situazione e finalmente abbiamo trovato il piazzale giusto, di fronte a un centro di smistamento dei profughi, un centro commerciale dismesso. Da lì, dove le famiglie ricevono un pasto, e i bimbi un gioco, un succo di frutta e delle caramelle e ci sono delle brandine al caldo, partono i pullman per le varie destinazioni».


Finalmente Ucraina

Passano le ore in attesa di istruzioni. Alle 17 finalmente arriva il via libera: «La squadra di volontari ucraini con cui eravamo in contatto ci ha scritto che ci avrebbero fatti passare alla dogana», spiega Morotti, che però è dovuto rimanere in Polonia perché senza passaporto. Solo Iryna e altri 2 infatti, hanno oltrepassato il confine: «Ci siamo messi in fila e finalmente la sera siamo passati. È stato un momento durissimo, vedevo tantissime donne in fila passare dai cancelli che si aprivano ogni mezz’ora. Mi ha ricordato un campo di concentramento. I bambini, anche disabili, trascinati senza carrozzina. Avrei voluto caricare qualcuno da portare con me», racconta Iryna. All’arrivo un’inaspettata sorpresa: «Ho trovato lì il mio papà. Per il Covid non lo vedevo da 3 anni, è stato il regalo più bello della mia vita. Ci siamo baciati e abbracciati a lungo». Scaricati tutti i pacchi, la squadra li ha smistati per gli aiuti ai militari, ai civili e ai presidi sanitari: «Martedì è partito da Imola un altro tir pieno e domani ripartiremo con 3 furgoni e 2 auto. Torneranno con noi 2 famiglie che hanno i parenti a Napoli. Una ha già passato la dogana ed è in Polonia. Non so da dove mi venga questo sangue freddo ma dopo i momenti di angoscia mi riprendo e vado», conclude Iryna.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui