Imola, si inventa una rapina ma in realtà ha perso i soldi alle videolottery

IMOLA. Doveva trovare una scusa per dire che aveva perso quei 500 euro che gli sarebbero serviti per pagare l’affitto e si è inventato di essere stato rapinato. Dietro alla vicenda, scoperta dai carabinieri di Imola, c’era però ben altro.

Finta rapina

L’episodio risale ai giorni scorsi, quando un 30enne della zona, insegnante, senza precedenti, si è rivolto ai carabinieri per denunciare di essere stato vittima di una rapina mentre camminava, in pieno giorno, sabato scorso, nella pista ciclabile sul Lungofiume. Aveva parlato di due individui extracomunitari a suo dire presumibilmente magrebini, armati, che lo avevano aggredito rubandogli il portafogli. Ma fin dal primo racconto diversi elementi non avevano convinto i militari. A cominciare dall’ora, in pieno giorno, in una giornata di sole, in un punto pieno di gente che fa footing o gira in bicicletta, era davvero strano che si fosse verificato un episodio simile. Poi lo stesso 30enne era caduto in una serie di contraddizioni che avevano acuito i sospetti.

Messo alle strette dai militari, che nel frattempo avevano passato al setaccio le videocamere di sorveglianza installate nell’area interessata dai fatti, e raccolto anche le testimonianze di alcune persone, l’insegnante è crollato e ha ammesso di essersi inventato tutto. La simulazione era stata escogitata per giustificare una richiesta ai propri genitori per pagare l’affitto. Ma i genitori, di fronte al fatto che il figlio lavora e ha uno stipendio, si erano rifiutati di darglieli.

Da denunciante a denunciato

Quei soldi in realtà lui li aveva persi giocando alle videolottery. «Gli abbiamo spiegato che chi mette in atto simili comportamenti può considerarsi affetto da ludopatia, anche se lo stesso ha negato, e anche questo è un tratto tipico di chi ha questo problema – spiega il capitano dei carabinieri di Imola Andrea Oxilia – . È tipico dei malati di gioco, negare, anche a loro stessi, la gravità della dipendenza che, di fatto, è una vera e propria patologia che rende incapaci di resistere all’impulso di giocare d’azzardo. Lo abbiamo quindi indirizzato al servizio dell’Ausl specializzato per la cura e il recupero delle persone che presentano un disturbo da gioco d’azzardo». L’uomo intanto è stato denunciato per simulazione di reato.

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